Romax1, Alberto Bona all’esordio con il Class 40

Comunicato stampa:

Alberto Bona esordio con il Class 40 alla Romax1, prima di tornare in oceano 

E’ iniziata da Riva di Traiano con la partenza della Romax1, la stagione agonistica del giovane navigatore Alberto Bona, atleta dello Yacht Club Italiano. Dopo due partecipazioni consecutive alla Mini Transat (nel 2013 e nel 2015) e altre esperienze in oceano e non, è diventato skipper del Class 40 ITA 55 Magalè grazie al suo armatore, Giovanni Soldini, che ha noleggiato la sua imbarcazione per un euro simbolico e l’ha messa a disposizione per due anni. Una stagione che – sponsor permettendo – condurrà di nuovo Alberto Bona in Atlantico. Sono due le regate previste in oceano dopo la Transtirrenica: la regata delle Azzorre a luglio (da Les Sables d’Olonne in Vandea a Horta e ritorno, 2.500 miglia) e la Transat Jacques Vabre a novembre (da Le Havre in Normandia a San Salvador de Bahia in Brasile, 4.350 miglia), due regate in doppio, sono questi i principali appuntamenti del calendario Class 40 per il 2017.

Ritorno alla Roma e voglia di navigare
Pronto, motivato e impaziente di tornare sul campo di regata: questo è lo stato d’animo di Alberto Bona a due giorni della partenza della Roma x 1: ”Ho un bellissimo ricordo di questa regata che ho fatto l’ultima volta nel 2014 in equipaggio a bordo del J-111 Black Bull con il quale abbiamo vinto il campionato offshore italiano. Per me venire a regatare qui in Mediterraneo con il Class 40 è una grande emozione e un primo passo per i prossimi appuntamenti in oceano. E’ la mia prima regata in solitario sul Class 40 e ho tanta voglia di navigare dopo tutta la fase di preparazione della barca. Il percorso è molto bello, anche tecnico viste tutte le transizioni che ci possono essere vicino a costa o nel passaggio delle isole. Questa barca per camminare forte ha bisogno di vento…Speriamo ce ne sia!”

La regata si potrà seguire online sulla cartografia della regata (http://www.romaper2.com/pub/new/) ma anche con aggiornamenti e collegamenti sul profilo Facebook di Alberto: http://www.facebook.com/albertobona86

Inverno in cantiere e a caccia di sponsor
Se la Roma rappresenta un esordio in regata su questa barca, Alberto ha avuto l’occasione di prendere le misure del mezzo. In effetti, vento forte e tante miglia, a bordo di Magalè, Alberto Bona e il suo team (Tommaso Stella e Matteo Sericano) ne hanno già avuto tanto. Un trasferimento lampo da La Rochelle a Genova: circa 2.000 miglia in poco più di dieci giorni con un solo scalo a Cartagena in Spagna. Un viaggio che ha lasciato prime impressioni più che positive: ”Siamo rimasti stupiti dalla velocità e dall’affidabilità della barca nonostante non avesse navigato da parecchio tempo. Ci manca soltanto tra virgolette – aggiunge Alberto – una o più aziende che abbiano voglia di condividere con noi il valore e il senso di questa campagna.

Breve storia di Magalè
Costruita e varata nel 2007, ITA 55 Magalè è il primo open oceanico vincente progettato da Guillaume Verdier, progettista allora poco conosciuto oggi diventato il più quotato in ambito oceanico e non solo. Sotto i colori di Telecom Italia, Soldini ha messo a segno una doppietta storica vincendo La Transat Jacques Vabre nel 2007 con Pietro D’Alì e The Transat Artemis in solitario nel 2008, ha continuato a dominare il circuito nel 2009 prima di noleggiare la barca ad altri skipper.

A proposito della decisione di affidare la sua barca ad Alberto, Soldini ha dichiarato: ”Ha accumulato una grande esperienza in questi ultimi anni navigando tanto e raggiungendo risultati importanti per la vela oceanica italiana. Sono contento che prosegua con la mia barca e ha tutto il mio supporto.

Alberto Bona
Classe 1986
30.000 miglia di navigazione in regata
2 traversate atlantiche in solitario
8 vittorie nella Classe Mini 6.50
17 podi in regate internazionali
Atleta della squadra agonistica dello Yacht Club Italiano

Palmares
2007 Traversata del Tirreno in solitario su Semplice, deriva autocostruita
2008 Vittoria Transatlantica ARC su Stormvogel
2012 Campione Italiano Classe Mini 6.50 su Onlinesim.it
Vittoria Mini Barcelona 6.50 su Onlinesim.it
2013 5to Transatlantica in solitario Minitransat 6.50 su Onlinesim.it
3zo Assoluto al Campionato Italiano Offshore (1mo di Classe)
2014 Vittoria Campionato Italiano Offshore J 111 su Black Bull
Vittoria Transtyrrenum Mini 6.50 su Onlinesim.it
2015 2do Grand Prix d’Italie Classe Mini 6.50 su Promostudi La Spezia
2016 Campione Italiano Classe Mini 6.50 su Promostudi La Spezia
2do posto Transatlantica Azzorre 2016 su Promostudi La Spezia
2do posto Ranking Internazionale Classe Mini 6.50

 Class 40, un successo immediato e internazionale
Creata nel 2004 come classe oceanica open intermedia tra i Mini 650 e i 60 piedi del Vendée Globe, è stato un successo immediato con più di 150 le barche costruite ad oggi.

Alberto Bona Romax1 CLass 40 Vela

La campagna di Alberto Bona in Class 40 è sostenuta da:

– Yacht Club Italiano, a Genova il più antico club velico del Mediterraneo è anche uno dei più attivi della penisola nel campo dell’attività agonistica a 360 gradi, dalla vela giovanile all’oceanica.
www.yci.it

– Fondazione Achille e Giulia Boroli, intende esprimere, attraverso la sua attività, i valori che sono stati alla base del pensiero e dell’attività imprenditoriale del suo Fondatore Achille Boroli: la tutela delle libertà individuali in ogni campo, l’importanza della formazione e della cultura che, patrimonio del singolo, si trasformano in potente spinta verso l’evoluzione e il benessere all’interno del tessuto sociale, la fiducia nell’uomo e nel progresso attraverso l’impegno e la ricerca, il desiderio generoso e profondo di trasmettere valori, idee e nuove conoscenze di base alle generazioni future.
www.fondazioneaegboroli.it

I partner tecnici a bordo di ITA 55: Vele by North Sails, leader mondiale nel mondo delle sailmaking ad alta prestazione. Strumentazione elettronica by Garmin Marine, panelli fotovoltaici per la produzione di energia by Solbian, Gottifredi&Maffioli per la fornitura di tutto il cordame per le manovre correnti. 
 Smart Skipper elettronica di bordo, software.

Contatti: Christophe Julliand – +39 389 9784049 – christophe.julliand@gmail.com

Photo credit: © Benedetta Pitscheider – www.pitsfoto.com

W880, la radioboa italiana per la pesca professionale

Tra i prodotti esposti al Seatec, rassegna tenutasi come ogni anno presso CarraraFiere a Marina di Carrara, uno dei più interessanti è sembrata essere la W880, radioboa per la pesca professionale proposta dall’azienda italiana WamBlee.

WamBlee radioboa W880 palamiti palangariLa W880 è una radioboa operante in banda HF per la segnalazione di sistemi di pesca lasciati a mare, come palangari e palamiti. Questa boa trasmette in banda HF un messaggio a cadenza regolare (programmabile) per cui è possibile determinare la posizione delle linee dei palangari, l’eventuale deriva anomala per rottura della linea, il tempo stimato di arrivo.

La trasmissione delle informazioni è cifrata con dati decodificabili esclusivamente dal proprietario della radioboa, che li riceve tramite l’apposito sistema di ricezione W830 installato a bordo e opportunamente integrato con le mappe di navigazione. L’integrazione è possibile tramite i più comuni sistemi cartografici in commercio e attraverso il sistema AIS.

L’elevata capacità del pacco batteria garantisce alla radioboa W880 un lungo tempo di funzionamento, fino a 10 giorni con la giusta ottimizzazione dei consumi, legati all’impostazione dell’intervallo di trasmissione e del flash luminoso studiato per il recupero notturno della radioboa.

Dopo il caricamento, la radioboa rimane disattivata fino all’inserimento nell’apposito alloggiamento del galleggiante. Una volta inserita, un LED ne segnala l’attivazione, che dura fino all’esaurimento delle batterie o alla rimozione dal galleggiante. L’apposito foro posizionato del galleggiante ne facilita l’aggancio al palangaro.

WamBlee radioboa W880 montaggio

PRINCIPALI CARATTERISTICHE:

  • trasmissione di posizione, temperatura del mare, stato della batteria, rotta e tempo stimato
  • sincronizzazione tramite orologio GPS
  • programmazione senza aprire la radioboa
  • coperchio rinforzato per resistere alle intemperie
  • distanza di trasmissione circa 80 km
  • durata funzionamento fino ad un massimo di 10 giorni

Scopriamo i progetti vincitori del MYDA, prestigioso premio al design nautico

Comunicato:

VINCITORI MYDA 2017, 14° EDIZIONE DEL PRESTIGIOSO PREMIO AL DESIGN NAUTICO

Premiati gli Esordienti con un primo premio e molte menzioni speciali nelle tre sezioni previste dal premio. Molti i partecipanti dall’estero nell’edizione 2017.

Si è svolta amche quest’anno, come da tradizione del Seatec, la cerimonia di premiazione del prestigioso premio al design nautico MYDA – Millennium Yacht Design Award, sotto l’attenta regia di Roberto Franzoni, giornalista e appassionato del settore, e membro, insieme a Michele Stefano, Andrea Ratti e Mario Ivan Zignego, della Giuria presieduta da Antonio Luxardo.

Argomento delle tre sezioni del premio: Nuovi progetti, La Barca a misura d’uomo e – nuovo tema introdotto da questa edizione – Disabilità a bordo, per la ricerca di “Soluzioni progettuali e costruttive per consentire l’accesso e l’utilizzo a utenti disabili di imbarcazioni, a motore o a vela, senza limiti dimensionali.”

Sono stati proclamati vincitori i giovani progettisti per la categoria ESORDIENTI: Alberto Frulla -­ Federica Fino -­ Francesco Viola -­ Roberto Argiroffi -­ Giovanni Genovese, per il progetto: TUXEDO. Questa la motivazione espressa dalla Giuria: “Progetto completo e approfondito con una ricerca di interessanti soluzioni abitative e funzionali. Sistema propulsivo originale previsto.”

Seatec 2017 progetto Tuxedo vincitore premio Myda
Il progetto “TUXEDO”, il vincitore

Ben otto inoltre le menzioni speciali assegnate nella categoria degli Esordienti, di cui una nella sezione “La barca a misura d’uomo” per il progetto “Mini Cruiser” di Michele Molossi con la motivazione “Divertente interpretazione della campagna pubblicitaria del marchio automobilistico inglese declinata in ambito nautico“.

Seatec 2017 premio Myda progetto Mini Cruiser
Il progetto “MINI CRUISER”

Le restanti sette invece tutte per la sezione “Nuovi Progetti“, come segue:

Balakumar Ramaswamy, progetto Vanity, motivazione “Progetti che interpretano la ricerca nell’ambito dei superyacht con un buon livello di approfondimento e di attenzione al dettaglio.”

Seatec 2017 premio Myda progetto Vanity
Il progetto “VANITY”

Oliviero Consolo -­ Luca Mallus -­ Sebastiano Canto -­ Donato Surano, progetto Mirage, motivazione: “Progetti che interpretano la ricerca nell’ambito dei superyacht con un buon livello di approfondimento e di attenzione al dettaglio.”

Seatec 2017 premio Myda progetto Mirage
Il progetto “MIRAGE”

Sebastian Borzoni, progetto S001, motivazione “Innovativa sperimentazione tipologia che integra aspetti compositivi a soluzioni tecnologiche. Alcuni requisiti funzionali non sono definiti in modo chiaro ed esaustivo

Seatec 2017 premio Myda progetto S001
Il progetto “S001”

Teli Proto, progetto CC60, motivazione : “Romantica reinterpretazione con stilemi classici di un tema contemporaneo, arrichito da nostalgiche citazioni. Coerente e raffinata esecuzione grafica.”

Seatec 2017 premio Myda progetto CC60
Il progetto “CC60”

Matteo D’Agostino, progetto Piroga, motivazione”Raffinatezza espressiva e sensibilità artistica

Seatec 2017 premio Myda progetto Piroga
Il progetto “PIROGA”

Karel Nguyen, progetto Ren, motivazione “Coraggiosa applicazione della tecnologia Swath ad un super yacht multifunzionale indirizzato ad un mercato emergente

Seatec 2017 premio Myda progetto Ren
Il progetto “REN”

ABDesign, progetto Lithium, motivazione “Spregiudicata proposta di spazio ad uso di intrattenimento pubblico sull’acqua, incurante di alcuni aspetti funzionali di statica della nave.”

Seatec 2017 premio Myda progetto Lithium
Il progetto “LITHIUM”

Info dettagli sulla pagina dedicata:
http://sea-­tec.it/?page_id=4490&lang=en

Seatec 2017 premio Myda vincitori
Il gruppo dei vincitori

Nelle foto: il gruppo degli esordienti vincitori e i rendering dei progetti

Ricevi settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti sulle ultime novità del mondo nautico.

Il TAR Toscana: il Comune non può autoassegnarsi la concessione del porto

Riceviamo da ACO Liguria e pubblichiamo la sentenza del TAR della Toscana n. 461 del 27 marzo 2017 inerente la non legittimità dei Comuni ad auto assegnarsi le concessioni portuali. Un punto molto importante per la portualità turistica.

Il Comune non può autoassegnarsi la concessione del porto

di Francesco Machina Grifeo

Il rilascio delle concessioni demaniali marittime deve avvenire nel rispetto dei principi di derivazione comunitaria che impongono una idonea procedura selettiva fra gli operatori interessati. Con questa motivazione, il Tar Toscana, sentenza del 27 marzo 2017 n. 461, in accoglimento del ricorso proposto da Aethalia Yacht Agency e Marina Porto Antico – due società operanti nella gestione di porti turistici – ha ritenuto illegittimi una serie di provvedimenti con cui il Comune di Porto Azzurro mirava al mantenimento della titolarità della concessione demaniale sul porto turistico (condannandolo anche alle spese di giudizio).

Il caso
Le società ricorrenti avevano contestato che la procedura comparativa aveva quale oggetto “occulto” l’affidamento dei servizi portuali, il che imponeva di osservare le forme più rigorose prescritte per i servizi di rilevanza economica. E che l’ente si era avvalso di un passaggio del ‘Regolamento di gestione del demanio’ che sottrae al procedimento di valutazione comparativa «le concessioni rilasciate al Comune stesso che rivestano carattere di pubblico interesse». Una previsione, argomentano i ricorrenti, del tutto difforme «rispetto ai principi di imparzialità, buon andamento e ragionevolezza che ispirano le procedure di rilascio delle concessioni».

La decisione
La doglianza è stata accolta dalla Terza Sezione del Tribunale amministrativo secondo cui la procedura concessoria del 2016 «ha totalmente escluso dal confronto concorrenziale» le ditte private. Infatti, l’Ente – a fronte del generico richiamo all’«interesse pubblico» previsto dal Regolamento – «ha azzerato i termini per la presentazione di domande da parte dei terzi ed ha rilasciato a sé stesso la nuova concessione, cioè dopo soli tre giorni dalla presentazione dell’istanza». Dopodiché, prosegue la decisione, il Comune ha indetto una gara per l’affidamento a soggetti privati del servizio di gestione dell’approdo turistico. Orbene, prosegue la sentenza, «non v’è dubbio che nel caso di specie l’Ente locale ha attribuito ad un soggetto privato il diritto di servirsi dello specchio d’acqua in questione senza osservare le forme prescritte dalla legge per trasferire a terzi diritti di godimento su aree demaniali». Com’è noto, infatti, la disponibilità dei beni del demanio pubblico può essere trasferita a terzi, per usi determinati, solo mediante concessione amministrativa. Non solo, i principi di derivazione comunitaria impongono che il rilascio sia preceduto da idonea procedura selettiva fra gli operatori interessati ogniqualvolta «la concessione di area demaniale marittima fornisca un’occasione di guadagno a soggetti operanti sul mercato» (Consiglio di Stato n. 889/2016).
Ma il Tar bacchetta anche la procedura concessoria del 2015 (poi revocata dal comune) che aveva ricevuto il via libera del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il parere ministeriale «oltre a ritenere legittima tout court la scelta di riservare all’Amministrazione la gestione di un porto comunale», l’ha legata ad una semplice «manifestazione di volontà dell’ente locale che – di per sé diretta espressione dell’interesse pubblico – assume il valore di dirimente criterio di assegnazione». Per il Tar invece il Comune di Porto Azzurro «assommando in sé le qualità di soggetto concedente e partecipante alla gara, aveva impedito lo svolgimento di una competizione imparziale fra i concorrenti». Il confronto, del resto, era viziato in origine dal fatto che i requisiti di capacità tecnica ed economica non venivano accertati qualora il richiedente fosse «un ente pubblico, attribuendo il punteggio massimo allo stesso». Né del resto si prevedevano per l’ente tutta una serie di impegni economici a carico dei privati tenuti a noleggiare le infrastrutture comunali, (quali pontili, colonnine per l’energia).
Tornando alla concessione del 2016, per il Tar «non v’è dubbio che l’operazione messa in atto dal Comune si pone in contrasto col modello legale, poiché tale Ente ha di fatto riservato a sé stesso la concessione demaniale dello specchio acqueo, dichiaratamente sottraendola al confronto concorrenziale, salvo poi affidare a terzi l’erogazione del servizio di gestione dell’approdo turistico mediante gara d’appalto». Tutto ciò, conclude, contrasta apertamente con i principi nazionali e comunitari in materia di concorrenza, i quali – come detto – impongono all’Amministrazione di instaurare un confronto competitivo tra soggetti interessati a conseguire una concessione demaniale ogniqualvolta essa costituisca per tali soggetti «occasione di guadagno».
«La sentenza – commenta l’avvocato Giuseppe Lo Pinto dello studio Cintioli Associati che ha assistito le società ricorrenti – rappresenta un risultato particolarmente rilevante inserendosi nel contesto dell’attuale dibattito che interessa il rilascio delle concessioni demaniali marittime e la necessità che questo avvenga attraverso una gara pubblica che consenta a tutti gli operatori economici di inserirsi nel mercato».

Ricevi settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti sulle ultime novità del mondo nautico.

Fly 21 Gullwing, il nuovo Sessa Marine con luminose aperture ad ali di gabbiano

Arriverà la prossima estate la nuova ammiraglia di Sessa Marine, destinata a rivoluzionare il segmento degli yachts da 21 metri.

Grazie all’esperienza maturata con lo Studio Arnaboldi, per lo sviluppo delle linee d’acqua della C68 e alla nuova collaborazione con Centrostiledesign, il cantiere è riuscito oggi ad ottenere un incredibile compromesso tra un’imbarcazione dalla livrea sportiva e i grandi spazi luminosi ricavati utilizzando materiali innovativi come il carbonio.

Sessa Marine Fly 21Gullwing ammiraglia ali di gabbiano

UN FLY DALLA LINEA SPORTIVA E GRANDI SPAZI
La nuova Fly 21 Gullwing è caratterizzata da una moderna linea sportiva senza penalizzare gli spazi interni. Grazie all’utilizzo della moderna tecnica dell’infusione a vuoto e materiali innovativi e leggeri come il carbonio, Sessa Marine è riuscita a realizzare un’imbarcazione dalla livrea sportiva, leggera e robusta con grandi spazi a disposizione per il piacere a bordo.

Le grandi vetrate con una superficie di oltre 40 m2 consentono all’armatore di navigare più a contatto con il mare, vivendolo a 360°.

In cabina un ambiente living a tutta luce, elegante e raffinato, 4 stanze e 3 bagni per una maggiore privacy in tutto comfort e sul fly una zona prendisole con angolo bar e palestra.

Sessa Marine Fly 21Gullwing ammiraglia ali di gabbiano

COME ALI DI GABBIANO
Una delle caratteristiche principale della nuova ammiraglia sono senza dubbio le due aperture laterali ad ala di gabbiano (da cui il nome Gullwing) che non solo consentono un comodo passaggio laterale, ma agevolano l’ingresso della luce naturale per dare luminosità e ariosità all’intera imbarcazione.

Aprendo le porte in cristallo da 1,70 metri di larghezza con attuatori elettrici e la porta di entrata, il salone si trasforma magicamente in una grande veranda sul mare.

Il concept, sicuramente ispirato al mondo dell’automotive, rafforza ulteriormente il temperamento della nuova Fly 21 Gullwing dal design tecnologico, grintoso e moderno.

Sessa Marine Fly 21Gullwing ammiraglia ali di gabbiano

SCELTE DI DESIGN PER TUTTI I GUSTI
Il Fly 21 Gullwing è ampiamente personalizzabile nell’allestimento e nelle finiture, per soddisfare le esigenze di qualsiasi armatore.

Nella sua versione standard propone un comodo tendalino parasole integrato per rendere più intima la zona del fly dove potersi allenare nell’area gym in tutta privacy e un bimini dedicato alla zona prendisole di prua dove assaporare momenti di relax.

Per il mercato internazionale, che predilige una chiusura completa del fly, è stato studiato un elegante T-Top per chi ama ambienti più eleganti e ricercati.

Esiste anche una versione “Asiatica” caratterizzata da ampi open space privi di paratie divisorie, più consoni al concept di vita a bordo dei mercati orientali.

Si possono inoltre scegliere versioni a 3 cabine con cucina sul ponte inferiore o a 4 cabine con cucina sul ponte principale. A disposizione numerose proposte di tessuti, pelli ed essenze per avere una barca personalizzata e unica.

MOTORIZZAZIONE
Spinto da due motori VOLVO PENTA IPS 1200 D13 (HP 2400) con trasmissione IPS o due motori MAN V12 (HP2800) o CATERPILLAR C18A (HP 2300) con trasmissione in linea d’asse.

DATI TECNICI
Lunghezza f.t.: 21,04 m
Larghezza: 5,07 m
Passeggeri: 14
Posti letto: 6+1
Dislocamento a secco: 30 t
Carburante: 3200 litri
Serbatoio acqua: 1000 litri
Acque nere: 400 litri
Categoria: A

Ricevi settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti sulle ultime novità del mondo nautico.

Sessa Marine Fly 21Gullwing ammiraglia ali di gabbiano

CONTATTI
Sessa Marine
Cinzia GROTTOLI
marketing@sessamarine.com
+39 345 1169769

ABOUT SESSA MARINE
Creata dalla famiglia Radice nel 1958, SESSA Marine propone oggi 3 linee di imbarcazioni open e fly, dai 18 ai 68 piedi di alta qualità. L’obiettivo del Cantiere, riconosciuto per caratteristiche, quali dinamicità ed innovazione, è quello di concepire e realizzare imbarcazioni esclusive, che uniscano il design alla tecnologia, lo stile alla qualità, senza mai perdere di vista il proprio fine ultimo: produrre “emozioni” a chiunque navighi con SESSA.

Al via la circumnavigazione d’Italia del Club del Gommone di Milano

Comunicato stampa:

SUZUKI DF40A AL GIRO D’ITALIA

Suzuki Marine partecipa come sponsor tecnico alla circumnavigazione d’Italia del Club del Gommone di Milano.

Anche se non sarà il più famoso Giro d’Italia su due ruote, l’iniziativa messa a segno dal Club del Gommone è un evento che merita attenzione per il messaggio che trasmette e per gli sponsor tecnici, che avranno modo di dimostrare, senza filtri, la qualità dei loro prodotti.

Il giro d’Italia del Club milanese è partito dalla darsena del Salone Nautico di Genova il 1 aprile, quando un battello pneumatico ZARmini RIB 16, motorizzato con un Suzuki DF40A, ha lasciato la banchina alla volta di Portovenere.

Una prima tappa di 45 miglia da cui poi il piccolo battello e il suo fuoribordo senza patente, proseguiranno lungo le coste toscane, laziali, campane, poi un breve tratto di costa tirrenica della Basilicata, la Calabria, lo Stretto di Messina e ancora lungo le coste adriatiche fino a Venezia. Dopo una sosta nella città lagunare, il Giro riprenderà verso il Delta del Po per risalire il grande fiume fino a Pavia, a Ponte della Becca, dove si concluderà il 5 maggio.

Il messaggio lanciato dal Club del Gommone attraverso questa iniziativa è che si può andare per mare con poca spesa, tanta sicurezza e totale affidabilità di ciò che si può acquistare nel panorama dei senza patente. E il package ZARmini-Suzuki, protagonista del giro d’Italia, grazie ad un costo accessibile che si avvicina al prezzo di una citycar, è la dimostrazione pratica di questa filosofia.

Suzuki ha sposato senza esitazione questo progetto, che è in linea con la sua strategia e che ha anche l’obiettivo di raggiungere un pubblico più giovane e i neofiti in genere, per agevolarne l’ingresso nel mondo dei diportisti con iniziative commerciali molto vantaggiose e prodotti affidabili, oltre che performanti.

Tra i motori che sicuramente più di altri rappresentano il grande impegno di Suzuki nel portare avanti questa vision del diporto compare il DF40A.

Un motore all’avanguardia, accessibile dal punto di vista dell’acquisto (lo si può acquistare fino a fine settembre a un prezzo particolarmente vantaggioso, con un contributo di 800€, un finanziamento a Interessi Zero e una supervalutazione dell’usato di 400€) e con costi di gestione bassi, grazie a manutenzioni ridotte al minimo e consumi da record. Inoltre, per quanto riguarda l’attenzione verso l’ambiente, il DF40A, con le sue emissioni ridotte, è sicuramente il compagno di viaggio ideale.

Caratteristiche ottenute da Suzuki con soluzioni d’avanguardia, come il Lean Burn System, che permette di ottimizzare l’efficienza del motore controllando e adeguando in modo continuo il rapporto aria/benzina che, all’occorrenza, si ridurrà, diminuendo sensibilmente i consumi soprattutto a bassi e medi regimi, normalmente i più utilizzati. Un motore che grazie alla sua architettura a tre cilindri in linea con 12 valvole e sistema di alimentazione EFI, elettronica multipoint sequenziale, vanta una riduzione dei consumi di circa il 23% rispetto alla versione precedente.

Pensare a un motore fuoribordo per i neofiti significa pensarlo semplice nella sua gestione, per questo Suzuki ha ridotto al minimo le manutenzioni, e ha dotato anche il DF40A del sistema Easy Start System, grazie al quale con un solo gesto si può avviare l’intera procedura di avviamento del motore che sarà gestita in modo totalmente automatico e senza il bisogno di tenere la chiave girata. Altro elemento sviluppato da Suzuki pensando alle esigenze delle imbarcazioni moderne, anche quelle di dimensioni compatte, riguarda l’alternatore di grande capacità in grado di erogare fino a 19A dei quali 11,5 disponibili già a 1.000 giri/min.

Questo elemento tecnico sarà molto apprezzato nel corso del Giro d’Italia organizzato dal Club del Gommone, in quanto a bordo dello ZARmini RIB 16 sarà sicuramente necessario utilizzare apparati elettronici per la gestione della navigazione e per la sicurezza, che richiedono un’adeguata alimentazione. Se consideriamo che ormai tutte le imbarcazioni hanno un’esigenza energetica elevata, dovuta all’impiego di sistemi di infotainment, apparati per la navigazione e le comunicazioni, questa caratteristica è sicuramente quella migliore anche su un 40HP, il più potente motore senza patente.

Un Club rinomato come quello milanese, con l’intenzione di dimostrare quanto sia possibile considerare un mezzo di poco più di 5 metri di lunghezza idoneo anche a crociere così impegnative; un costruttore come Zar Formenti che si basa su una filosofia costruttiva che fa della qualità e della sicurezza il suo cavallo di battaglia; una casa motoristica da sempre impegnata nello sviluppo di motori tecnologicamente avanzati per garantire bassi consumi e minor impatto ambientale, elevate prestazioni e massima affidabilità. Questi sono gli ingredienti di un evento che coinvolgerà tutte le coste italiane portando un messaggio chiaro e inequivocabile: la piccola nautica permette di soddisfare sogni e passioni, senza rischi e con tante soddisfazioni.

La Circumnavigazione d’Italia 2017 vedrà coinvolti 10 piloti per un totale di 1.800 miglia da navigare in poco più di un mese, dal 1 aprile al 5 maggio, il tutto organizzato dal Club del Gommone con i partner Zar Formenti e Suzuki. L’evento gode del patrocinio della Regione Lombardia, di UCINA Confindustria Nautica e della Federazione Italiana Motonautica.

I video relativi allo ZARmini RIB 16, motorizzato con un Suzuki DF40A, sono scaricabili collegandosi all’indirizzo press.suzuki.it sezione “marine” sotto la voce “Video”.

Il materiale è disponibile anche sulla piattaforma Lulop, nell’area dedicata a Suzuki Italia Marine.

L’impresa sarà raccontata quotidianamente attraverso i canali Social di:

Club del Gommone: website: www.clubdelgommone.it;  

www.clubdelgommone.com/forum; Facebook: Club del Gommone, club del gommone (gruppo), Nautica Report; YouTube: club del gommone;

hashtag: #italiaingommone, #clubdelgommone
ZarFormenti: website: www.zar-formenti.com; Facebook: Zar Formenti; TuttoBarche; YouTube: Zar Formenti;

Suzuki Marine: website: marine.suzuki.it; Facebook: Suzuki Italia Marine; YouTube: suzukimarineitalia; Twitter: Suzuki Italia

Rivista Il Gommone: www.ilgommone.net
Ucina – Confindustria Nautica: www.ucina.net

Assistenza meteo a cura di Navimeteo: www.navimeteo.com

La rotta della staffetta si potrà seguire in tempo reale con il segnale del tracciatore satellitare Spot installato a bordo dello Zar Mini: http://share.findmespot.com/shared/faces/viewspots.jsp?&glId=0i6Q7OmNiGlq7vtaRP2EktHsiR9VHr7j1

SUZUKI ITALIA SpA
Ufficio Stampa e PR Corporate
Tel 011 9213711
press@suzuki.it

Primi passi del progetto evo2sea

Come annunciato presso il complesso di Carrara Fiere in occasione dell’edizione 2017 di Seatec-Compotec si sono svolti i lavori della Tavola Rotonda con tema il Ben-essere nella Nautica secondo una concezione globale.

L’idea progettuale di evo2sea introdotta quale elemento del dibattito, parte dall’analisi di tre differenti criteri, ossia:

eco-sostenibilità  –  benessere  –  comfort

Finalità dell’incontro tra operatori la verifica delle reali possibilità applicative di tali criteri nell’ambito della nautica e la ricerca delle possibili sinergie idonee a definire un modello evolutivo del concetto di benessere nel diporto.

Tra gli intervenuti ai lavori del tavolo evo2sea diverse aziende del mondo nautico, quali:

ASCOMAC
BenessereNautica
Bcool Engineering
Sanitrade
Schenker Italia

Varato l’Otam Millenium 80HT M/Y Mystere, perfetta sintesi di prestazioni e abitabilità

Comunicato stampa:

VARATA NUOVA UNITÁ
OTAM MILLENNIUM 80 HT M/Y “MYSTERE”
PERFETTA SINTESI DI PRESTAZIONI E ABITABILITÁ

– È sceso in acqua con oltre un mese di anticipo sulla data di consegna la quarta unità di 80 piedi (25,5m) del cantiere italiano
– La scelta di montare una coppia di propulsori da 2.600 cv ha consentito di realizzare un layout interno con doppia suite armatoriale
– Le prime prove in mare hanno mostrato una velocità di punta di oltre 48 nodi e una di crociera di 41!

OTAM – con oltre 60 anni di esperienza nel powerboating – per la quarta unità del modello di punta della gamma Millennium ha voluto con determinazione fondere l’aspetto delle prestazioni a un alto tasso di personalizzazione e abitabilità.

Il risultato è l’OTAM Millennium 80 HT M/Y MYSTERE, una delle più emozionanti imbarcazioni sportive di sempre. Questo dimostra la realizzabilità di uno yacht in grado di unire performance estreme all’eleganza del made in Italy.

La grande differenza rispetto al suo predecessore MR BROWN, presentato al Cannes Yachting Festival 2015, risiede nella decisione dell’esperto armatore di montare la doppia motorizzazione invece della quadrupla. Una scelta che ha consentito al cantiere genovese di realizzare un layout ancora più arioso, dove risalta una vera e propria doppia cabina armatoriale. Queste due suite spiccano per una soluzione ad alto tasso di ergonomia, grazie all’eliminazione di qualunque gradino a garanzia della maggiore comodità di movimento possibile. Un’espressa richiesta dell’armatore che ha voluto un layout che rispondesse al proprio modo di vivere il mare. Va vista in quest’ottica anche la scelta di un’ulteriore cabina vip, della cucina separata e della cabina equipaggio a prua con accesso separato.

OTAM Millenium 80 HT M/Y Mystere

Il design degli arredi, combinato all’uso di ebano laccato con inserti in acciaio cromato, teak naturale e moquette in seta e cachemire, spicca per i suoi contrasti cromatici, che creano un’atmosfera affascinante e accogliente, capace di enfatizzare ulteriormente la spaziosità degli ambienti.

Come anticipato, il nuovo OTAM Millennium 80 HT M/Y MYSTERE monta una doppia motorizzazione MTU M94 2600 Hp@2450 RPM e trasmissioni Arneson drive15 A 1 L, che si sono dimostrati capaci di spingere la barca oltre i 48 nodi nelle prime prove in mare.

Lo scafo a V profonda si traduce, per chi naviga, in un comportamento morbido e fluido sulle onde assicurando anche con mare formato una velocità di crociera di 41 nodi a 2.150 giri in tutta sicurezza.

OTAM Millenium 80 HT M/Y Mystere

A riprova dell’artigianalità propria del vero made in Italy, il cantiere ha inoltre posto una grande attenzione all’insonorizzazione, realizzando una doppia coibentazione nella sala macchine e nelle due suite armatoriali. Ottimi i risultati ottenuti: solo 44 db nella cabina armatoriale e nel Main Deck Salon con generatore in funzione e aria condizionata all’80% di carico.

80 HT Millennium M/Y “MYSTERE” brevi dettagli tecnici
Lunghezza fuori tutto (LOA) m 25,50 • Lunghezza al galleggiamento (LWL) m 23.95 • Larghezza m 6,05 • Immersione a pieno carico m 1,40 • Dislocamento a mezzo carico 64.000 kg • 3 cabine VIP + 2 Crew • 4 bagni • Certificazione CE, Categoria B • Due motori MTU M94 2600 Hp@2450 RPM e trasmissioni Arneson drive15 A 1 L.• Velocità massima – 48 nodi • Velocità di crociera – 41 nodi • Carburante Lt 9.000, Acqua Lt 1.500

Ricevi settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti sulle ultime novità del mondo nautico.


ABOUT OTAM
Otam nasce nel 1954. La gamma Otam Millennium è il frutto di 60 anni di esperienza nel powerboating vantando a oggi 7 modelli: 45′, 50’open, 58′(open+HT), 65’HT, 80′ HT, e Millennium 100. L”headquarter Otam”, basato a Genova Sestri Ponente, si estende su una superficie pari a 17.000 mq con accesso diretto al mare ed è qui dove si svolge tutto il processo produttivo Otam, realizzato da operai e professionisti (circa 50) legati da decenni al cantiere.

Competenza nella velocità da 60 anni. Le carene Otam interamente realizzate con un mix di resina vinilestere e aramat sono studiate per garantire alte velocità anche con mare formato in completa sicurezza e comodità. Otam offre un deadrise superiore a 21° che si traduce, per chi naviga, in un comportamento morbido e fluido sulle onde assicurando anche con mare formato (forza 3–4) una velocità di crociera di 40 nodi in tutta sicurezza. Le prestazioni massime, tra i 50 ed i 58 nodi in base al modello, sono ottenute attraverso un controllo capillare del rapporto peso/potenza raggiungendo così la perfetta sinergia tra linea di carena, trasmissioni ad elica di superficie Arneson e distribuzione dei pesi. Ogni Otam, a velocità di crociera di 40 nodi (raggiunta a circa 1.600 giri) non consuma mai più di 10 litri/miglio nautico (riduzione dei consumi e tempi di percorrenza a parità di velocità). Una caratteristica unica, che permette alla gamma OTAM di primeggiare anche nel nuovo segmento di luxury chaseboats e megatenders.

Un cantiere per “happy few”. Otam produce granturismo del mare per veri intenditori del “su misura”. Ogni yacht è realizzato seguendo un processo che parte dall’analisi dei desideri di ogni singolo Cliente, sviluppando ogni dettaglio richiesto in modo maniacale. Degli oltre 75 Otam costruiti in questi anni, ogni scafo è un vissuto unico di esperienza, non solo un prodotto.

OTAM Millenium 80 HT M/Y Mystere prua

OTAM CONTACTS
Otam Srl
Via Cibrario, 2 – 16154 Sestri Ponente (Genova), Italy
Tel. +39 010 60 190 212
otam.it | uff.commerciale@otam.it