Sicurezza – Tecnologia – Sostenibilità

Obsolescenza nautica, sicurezza e sostenibilità: un problema che il settore non può più ignorare

Con il mese di Luglio siamo giunti nel pieno della stagione e gran parte dei diportisti prendono il largo per la crociera estiva o quantomeno per navigazioni più impegnative.
Crescono di conseguenza le richieste di intervento tecnico e, in molti casi, emerge un fenomeno ben noto agli operatori del settore, dal quale affiorano differenze sostanziali nel modo in cui gli armatori affrontano manutenzione, sicurezza e gestione tecnica delle proprie imbarcazioni.

Per chiarezza, voglio precisare che da oltre dieci anni non ho più contatti diretti con le banchine. Tuttavia, per ragioni professionali, continuo ad avere accesso ad informazioni relative all’andamento delle richieste di fornitura e dei servizi di assistenza tecnica.
Questa posizione di osservatore esterno mi consente quindi di analizzare il fenomeno da una prospettiva neutrale, analitica e svincolata da logiche commerciali o interessi di profitto.

Le considerazioni riportate di seguito devono pertanto intendersi esclusivamente a titolo informativo, quale contributo di riflessione tecnica su situazioni, comportamenti e criticità che oggi interessano una parte significativa del comparto nautico.

Ogni armatore, quando prende il mare, porta con sé familiari, amici, ospiti.
Persone che affidano serenità e sicurezza a un mezzo che deve essere efficiente sotto ogni aspetto: motori, impianti elettrici, elettronica di bordo, sistemi antincendio, batterie, cablaggi, apparati di navigazione.

Le casistiche riscontrate sono molteplici e non sempre riconducibili alla tipologia o alle dimensioni dell’imbarcazione.

Nel segmento delle unità più grandi, sia a vela sia a motore, la manutenzione viene generalmente pianificata con criterio. La presenza di un comandante e di un equipaggio qualificato rappresenta una garanzia sia sotto il profilo operativo sia nel rispetto delle norme di sicurezza e della salvaguardia dell’ambiente marino.
Non mancano, tuttavia, casi di trascuratezza o inadempienza, così come emergenze dovute a guasti imprevisti, con maggiore probabilità nelle unità di costruzione meno recente.

La fascia degli scafi sopra i dieci metri, numericamente la più popolata, é probabilmente quella in cui i costi di manutenzione incidono maggiormente in proporzione al valore del mezzo. Un’incidenza che tende ad aumentare progressivamente con la vetustà dell’imbarcazione.

In generale, molti armatori gestiscono gli interventi con attenzione, calibrando manutenzione ed investimenti sulla base di un budget adeguato.

La situazione più delicata riguarda forse una parte dei nuovi utenti che, avvicinandosi alla nautica come prima esperienza, acquistano un’imbarcazione attratti da prezzi apparentemente accessibili.

Purtroppo non tutte le unità possono essere considerate realmente efficienti.

Sono frequenti casi di impianti che, pur risultando apparentemente funzionanti, non possono più essere considerati affidabili: impianti elettrici di primo equipaggiamento, elettronica obsoleta, cablaggi deteriorati, accumulatori non più idonei all’utilizzo e sistemi di bordo ormai fuori standard.
A questo si aggiunge la difficoltà nel reperire ricambi per componenti fuori produzione da molti anni e, quando possibile, la scarsa convenienza economica nel procedere alla riparazione.

Sotto i 10 metri il panorama è ancora più eterogeneo.
Esistono diportisti esperti ed appassionati che curano personalmente i lavori, talvolta intervenendo in autonomia anche oltre ciò che sarebbe consigliabile sotto il profilo tecnico.
Va però detto che, in alcuni periodi dell’anno, reperire un tecnico disponibile non è sempre semplice ed il ricorso al “fai da te”, seppure nei limiti che presenta, finisce spesso per essere giustificato da situazioni di necessità.

Ma tra i comportamenti e le problematiche, purtroppo, dobbiamo anche registrare un fenomeno più preoccupante, che coinvolge una parte di utenti con aspettative spesso distorte, indipendentemente dalla tipologia di imbarcazione.

Il mondo è profondamente cambiato, modificando il rapporto con l’informazione e con l’accesso alla conoscenza tecnica.
Internet, motori di ricerca e strumenti di intelligenza artificiale hanno reso enormemente più accessibili dati e contenuti specialistici. Questo, però, non coincide necessariamente con la capacità di interpretarli correttamente.

La disponibilità quasi illimitata di informazioni può generare un paradosso: aumentano le nozioni disponibili, ma si riducono la verifica delle fonti, il senso critico e la corretta contestualizzazione tecnica.

Sempre più spesso gli operatori del settore si confrontano con interlocutori convinti di conoscere perfettamente impianti, funzionamenti, tempi di lavorazione e valutazioni economiche, generando incomprensioni e conflitti che finiscono per complicare il rapporto tra professionisti ed armatori.

L’obsolescenza nautica come opportunità per il settore

Dalle considerazioni sin qui riportate nasce una riflessione che potrebbe rappresentare un’importante opportunità per il futuro del comparto, a condizione di cambiare prospettiva nella gestione del parco nautico e dei relativi servizi di manutenzione e riparazione.

La domanda è semplice:
è possibile trasformare l’obsolescenza tecnica in un’opportunità di sistema?

L’obsolescenza di apparati, impianti ed accessori non dovrebbe essere considerata soltanto un problema tecnico, ma piuttosto un’occasione per creare un modello virtuoso capace di mettere in relazione sicurezza, sostenibilità ed economia.

Riporto come esempio di soluzione concreta una buona pratica:
Adottare dei modelli di buy back dedicato ai sistemi obsoleti.

Ritirare apparati datati e non più affidabili, siano essi elettronica di bordo, batterie, inverter, caricabatterie, pompe, sistemi di monitoraggio, cablaggi e strumentazioni, consentirebbe di favorire il rinnovo tecnologico del parco nautico attraverso logiche coerenti con le normative e-waste e con i principi dell’economia circolare.

I dati confermano l’analisi

Nel momento attuale il settore nautico è oggetto di una forte attenzione. Considerato come volano economico di notevole interesse per i valori di export espressi e fondamentale veicolo del Made in Italy, nonché per la capacità produttiva del capillare indotto che produce ricadute positive in termini di economia del territorio.

Si contano in Italia oltre 160.000 Posti Barca tra Porti Turistici, Approdi e Punti di Ormeggio [1]
Il parco galleggiante, Naviglio da Diporto iscritto negli Uffici Marittimi Periferici, supera le 64.000 unità [2]

Detto ciò ritengo che una nautica moderna ed attenta alla tutela ambientale non debba limitarsi alla sola vendita delle nuove produzioni interrogandosi, invece, su come rendere più sicure, efficienti e sostenibili le migliaia di imbarcazioni già esistenti.

Passare dal modello “vendita del prodotto” al modello “gestione del ciclo di vita” può rappresentare una sfida ma i benefici sarebbero molteplici.

– Per gli armatori
maggiore sicurezza, affidabilità e serenità durante la navigazione.

– Per gli operatori
nuove opportunità commerciali, maggiore programmazione dei lavori nei periodi di bassa stagione e una migliore stabilizzazione delle attività in un mercato che potrebbe mostrare segnali di rallentamento.

– Per il settore nautico nel suo complesso
un progressivo innalzamento degli standard qualitativi del parco circolante.

– Per l’ambiente
smaltimento corretto dei materiali inquinanti e riduzione dell’impatto ambientale derivante da apparati ormai obsoleti.

 

 

[1] Fonte Mit-Report "ll Diporto nautico in Italia 2024"
[2] Fonte Mit-Report Diporto Nautico 2024

 

Capolavori in scala

Nel mondo dello yachting d’eccellenza, ogni dettaglio racconta una visione.

Realizzare modelli in scala di Yacht e SuperYacht pensati per un pubblico internazionale altamente esigente: cantieri nautici, designer ed armatori che ricercano non solo precisione, ma un’autentica interpretazione dell’opera originale.

Parliamo di Polaris Model, azienda specializzata nella produzione di modelli in scala.

Ogni progetto nasce da un dialogo approfondito con il committente e si sviluppa attraverso un percorso rigoroso: dal rendering alla progettazione, fino alla realizzazione finale. Nulla è prodotto in serie. Ogni modello è un pezzo unico eseguito a mano secondo i più alti standard di precisione, finitura e presentazione.

La combinazione di conoscenze di architettura navale, disciplina ingegneristica ed artigianato tradizionale sono gli elementi che caratterizzano la gestione di qualunque commessa.

La fase di sviluppo include tipicamente una progettazione CAD 3D completa, sia del modello che dei suoi elementi di presentazione, consentendo di perfezionare i metodi di costruzione, le finiture e i dettagli di assemblaggio prima dell’inizio della produzione.
Solo alcune fasi selezionate del processo di sviluppo possono essere presentate pubblicamente per la natura riservata di molti progetti.

La produzione viene effettuata internamente attraverso una combinazione di artigianato manuale e tecnologie moderne, con particolare attenzione alla precisione, alla qualità delle superfici, alla selezione dei materiali e alla presentazione complessiva.

Non una “Fabbrica” ma un “Laboratorio”
Una vera boutique del modellismo!

Un sistema a ciclo chiuso dove professionisti diversi, architetti navali, ingegneri, modellisti esperti e specialisti dei materiali lavorano in sinergia garantendo gli elementi essenziali di riservatezza, controllo totale del processo e standard qualitativi assoluti.

Un lusso che non ha bisogno di essere ostentato, ma che si riconosce in ogni dettaglio.

Realizzazione di modelli su misura

Yacht e SuperYacht

Attenzione per i dettagli, quasi maniacale, per trasformare yacht leggendari in opere d’arte senza tempo.
Ogni pezzo è un’armonia di proporzioni, arte e ingegneria: un omaggio all’imbarcazione che punta sulla qualità e sulla sostanza piuttosto che sull’ostentazione.

Navi ed Imbarcazioni

Massima precisione per ricreare, con eccezionale maestria, modelli per utenti che apprezzano l’eccellenza tecnica, la cura dei dettagli e la funzionalità del design.
Che si tratti di battelli fluviali, navi da rifornimento, navi mercantili o traghetti, la costruzione su misura rispecchia in tutto e per tutto l’originale.

Mezzi & Impianti Off-Shore

Modellismo ingegneristico di alta gamma, con caratteristiche di elevata accuratezza, per ambienti marittimi offshore, energetici e industriali, quali: FPSO e piattaforme petrolifere, piattaforme jack-up o navi specializzate.
Ogni modello, realizzato allo scopo di comunicare visivamente concetti tecnici complessi con chiarezza, eleganza e autorevolezza risulta idoneo per impiego in hall, sale riunioni, fiere e presentazioni aziendali.

Restauro e Rebranding

Interventi speciali

Restauro specializzato di modellini in scala di navi, yacht, imbarcazioni ed impianti industriali per soddisfare le esigenze di collezionisti, brand ed istituzioni.
Tutte le attività sono svolte con la massima cura ed accuratezza per restituire l’antico splendore, con l’obiettivo di preservare valore storico ed autenticità.

Percorso di Polaris Model

Una storia intrigante quella del fondatore e del figlio che, condividendo passione e tenacia, coniuga positivamente tradizione ed innovazione.
Il piccolo laboratorio, dove inizialmente hanno avuto origine i primi lavori di restauro, oggi è una realtà apprezzata nel panorama internazionale che gode la fiducia di clienti privati, designer ed importanti cantieri .

Considerazione storica

Il modellismo navale affonda le sue origini nella storia: nato come simbolo, evoluto poi come strumento, fino a diventare oggi espressione di cultura progettuale e precisione nel mondo dello yachting d’eccellenza.
I modelli in scala, realizzati su misura, svolgono un ruolo importante nei mercati del diporto nautico e dell’industria marittima, spesso commissionati per presentazioni agli armatori, allestimenti negli uffici dirigenziali, fiere e saloni nautici, collezioni private e progetti commemorativi.

Una conferma dei valori trasmessi dalle imbarcazioni storiche e dell’importanza della cura di veri capolavori.

 

Credit Immagini   -  Polaris Model Ltd

 

 

Salone Venezia 2026

La settima edizione del Salone Nautico di Venezia, appena concluso, ha confermato la capacità dell’evento di consolidarsi come piattaforma istituzionale e vetrina del Made in Italy della nautica in Adriatico.

Positiva la partecipazione degli espositori che hanno occupato gli ampi spazi espositivi dell’Arsenale, storico complesso monumentale di cantieri navali ed officine situato nel sestiere di Castello.
Presenti oltre 300 imbarcazioni di differenti dimensioni e tipologie: vela, motore, catamarani e prototipi di nuova generazione, con particolare attenzione alle soluzioni ad alta efficienza energetica. Accanto ai principali cantieri erano presenti aziende dell’indotto ed alcune realtà innovative della Blue Economy.

Trentamila i visitatori registrati nel corso della manifestazione, tra operatori professionali del settore, armatori, utenti ed appassionati provenienti da tutta Europa e numerose delegazioni estere.

Alla luce dei dati emersi, il Salone veneziano rafforza il proprio ruolo simbolico grazie alla cornice dell’Arsenale ed alla forte partecipazione istituzionale, pur mantenendo una dimensione prevalentemente orientata alla rappresentanza ed al networking più che ad una piattaforma commerciale comparabile ai principali saloni europei.

Restano tuttavia evidenti alcuni limiti strutturali della manifestazione e, più in generale, del comparto nautico.

La narrazione centrata su sostenibilità, innovazione e crescita internazionale, sembra infatti non affrontare pienamente le difficoltà che il settore sta attraversando: rallentamento della domanda in alcune fasce del mercato europeo, aumento dei costi industriali, pressione sui margini dei cantieri e crescente dipendenza dal segmento alto-lusso, oggi principale motore della nautica italiana.

In questo contesto emerge anche una certa staticità dell’approccio europeo alla nautica, spesso interpretata attraverso modelli industriali standardizzati e dinamiche di mercato non sempre aderenti alla specificità italiana.
Il sistema nautico nazionale continua invece a distinguersi per una struttura produttiva diffusa, fortemente legata alla capacità artigianale, alla personalizzazione, alla cultura progettuale ed a una tradizione manifatturiera che rappresenta ancora oggi uno dei principali elementi competitivi del Made in Italy nel mondo. Una componente difficilmente replicabile nei grandi modelli industriali internazionali che continua a costituire il vero valore aggiunto della filiera italiana.

Anche il tema della transizione ecologica sembra rimanere, almeno in parte, confinato sul piano comunicativo. Le nuove tecnologie presenti, spesso ancora in fase prototipale, confermano l’orientamento strategico del settore ma restano marginali rispetto ai volumi reali del mercato, continuando a confrontarsi con limiti infrastrutturali, costi elevati ed una maturità industriale ancora parziale.

Particolarmente interessante l’attenzione dedicata al valore geopolitico dell’Adriatico ed ai mercati dell’Est Europa, a conferma della ricerca di nuovi sbocchi in una fase di mercato meno espansiva rispetto al trend degli ultimi anni.

Rimane comunque significativo il ruolo della nautica nella Blue Economy italiana e veneta, soprattutto in termini di filiera, occupazione ed indotto.
Tuttavia gli stessi dati presentati durante il Salone evidenziano un calo nel numero delle imprese attive: segnale di un settore che continua a crescere in valore, ma tende progressivamente a concentrarsi.

Il Salone veneziano conferma così l’immagine di una nautica italiana ancora forte sul piano della qualità, del prestigio e della capacità manifatturiera, ma chiamata oggi a confrontarsi con un mercato meno lineare e con trasformazioni strutturali che impongono visione industriale, equilibrio finanziario e sempre maggiore capacità di adattamento.

 

Credit Immagini  - Salone Nautico Venezia 

 

 

 

AIRMAR Novità 2026

Airmar presenta la nuova stazione meteorologica 300WX®

La nuova stazione meteorologica 300WX WeatherStation® è progettata per installazioni su varie tipologie di mezzi in movimento.

Gli installatori professionali che operano nella nautica, gli integratori navali e costruttori di sistemi industriali, i progettisti e gli operatori agricoli che non possono permettersi incertezze, scegliendo i modelli 300WX, trovano la soluzione più idonea, che si tratti di imbarcazioni, veicoli autonomi, o piattaforme dinamiche.
Gli strumenti ultrasonici 300WX WeatherStation® di Airmar ridefiniscono i confini del possibile nel campo del monitoraggio meteorologico marino.
Strumenti robusti e compatti che garantiscono un grado di affidabilità senza pari. Non richiedono manutenzione essendo privi di parti mobili e sono sempre pronti a fornire dati meteo in tempo reale ed ultra precisi.

I multisensor all-in-one rilevano fino a sette parametri ambientali critici e trasmettono tali dati, senza soluzione di continuità, alla rete NMEA 2000® ed ai dispositivi mobili tramite l’app CAST™ di Airmar.
Le WeatherStation AIRMAR, sicuramente le migliori della categoria, vanno oltre il rilevamento meteorologico tradizionale.

Misurazioni avanzate — tra cui SOG/COG, beccheggio e rollio, velocità di virata e posizione — si combinano con una bussola a 3 assi integrata e il GNSS per consentire la misurazione dinamica della velocità e della direzione del vento reale da piattaforme mobili.

Il risultato

Dati più intelligenti e totale affidabilità in qualsiasi condizione

Nuove caratteristiche degli strumenti WeatherStation 300WX

– Maggiore precisione della velocità del vento: 1,5 nodi RMS a 20 nodi
– Connettività wireless Bluetooth® per l’utilizzo con l’app CAST™ di Airmar per visualizzare i dati, configurare i sensori ed eseguire gli aggiornamenti del firmware
– Protocolli di comunicazione aggiunti: J1939 e ISOBUS
– Rilevamento automatico della velocità di trasmissione per J1939 e ISOBUS (250 kbps / 500 kbps)

I numerosi protocolli supportati dalla famiglia WeatherStation, tra cui NMEA 0183, NMEA 2000®, J1939 ed interfacce CAN, garantiscono una perfetta integrazione con l’elettronica navale, le reti industriali, i veicoli autonomi ed i sistemi agricoli.
Che si tratti di monitorare le condizioni meteorologiche locali in una postazione fissa o di fornire dati in tempo reale da una piattaforma mobile, gli strumenti Airmar WeatherStation offrono informazioni ambientali affidabili ovunque siano necessarie.

 

CONNETTORI E CAVI NMEA 2000

AIRMAR® Technology Corporation, leader globale nei trasduttori ultrasonici e nella tecnologia sonar CHIRP, annuncia il lancio di una nuova linea di cavi e connettori approvati NMEA 2000®.

Affidabilità, durata e conformità agli standard

Progettati e prodotti in USA, ideati per soddisfare le esigenze delle moderne reti N2K .
Il livello dei materiali, scelti per prestazioni professionali, quali i connettori metallici realizzati in lega di zinco con pin placcati in oro, assicura connessioni sicure nelle reali condizioni operative marine.

La gamma di prodotti include tutti gli elementi principali necessari per costruire, espandere o mantenere una dorsale di rete, inclusi cavi drop, connettori a T, terminatori, power tee e connettori assemblabili in campo.

Informazioni su AIRMAR

AIRMAR® Technology Corporation, parte del gruppo Amphenol, è un’azienda leader nella progettazione, produzione e fornitura OEM di tecnologia multisensore ad alte prestazioni per applicazioni marine ed industriali.
Fondata nel 1982 e con sede a Milford, New Hampshire, AIRMAR sviluppa trasduttori ultrasonici avanzati, strumenti WeatherStation® e sistemi di monitoraggio sensori.

L’intera gamma di soluzioni soddisfa le esigenze di mercati differenti, tra i quali:
– Nautica da diporto
– Pesca commerciale
– Meteorologia
– Rilievi oceanografici
– Rilevamento di prossimità
La struttura dell’azienda dispone di 12 uffici vendite e supporto tecnico in 8 paesi ed opera tramite Airmar e le sue controllate.

 

Brochure

300WX Family Marine
Cables_Connectors_N2K

 

 

Credit Immagini  | AIRMAR® Technology Corporation

 

 

Progettazione Nautica

Progettazione Nautica per il diporto di alta gamma

Master in Progettazione Nautica di Alta Gamma proposto da Università degli Studi LINK, unico in Italia, indirizzato alla preparazione di progettisti per il settore della grande nautica di lusso.
L’evento di presentazione il prossimo 6 Maggio, presso la prestigiosa sede di Unilink in Roma.

L’iniziativa parte dalla volontà di fornire soluzioni alle esigenze di adeguata preparazione tecnica ed accademica di altissimo livello richieste dal settore del diporto di alta gamma richiede, come spiega il Direttore Franco Gnessi:

“Non miriamo a formare delle ‘archistar’ ma a fornire una risposta concreta ai cantieri che realizzano megayacht: formare tecnici ferrati in grado di fare da ponte dal concept al disegno tecnico esecutivo e costruttivo”

Requisiti e Inquadramento Accademico

Il Master ha durata annuale e garantisce il riconoscimento di 60 crediti formativi (CFU).
Il requisito d’accesso è il possesso di una laurea triennale in materie tecniche affini; l’ammissione è subordinata al superamento di un colloquio conoscitivo di ingresso.

Strumenti all’avanguardia e Certificazione McNeel

Il Master punta sulla massima operatività: ogni allievo avrà a disposizione una postazione dedicata in sede, dotata del software Rhinoceros preinstallato.
Al termine del percorso, i partecipanti otterranno, oltre al diploma del Master, il titolo ufficiale di Disegnatore Nautico McNeel.

Interventi su tema

Arch. Franco Gnessi
– Presentazione temi del master, composizione ed obiettivi

Avv. Andrea Petragnani Cincarelli
– Gestire la vendita aspetti legali

Dott. Maurizio Magri
– Costruire la nave

Arch. Paolo Ferrari
– Le barriere architettoniche a bordo

Ing. Massimo Malaspina
– Aspetti tecnici e procedurali della compravendita

Maestro Giangi Razeto
– Il bello a bordo

La partecipazione rappresenta un’occasione per scoprire gli sbocchi professionali nel mercato nautico ed approfondirne i vari aspetti interfacciandosi direttamente con i coordinatori del Master.

 


 

La Duecento 2026

Dai Mini ai Maxi sul percorso da Caorle a Sansego per contendersi il Trofeo Antal Line Honour

Trentaduesima edizione de La Duecento, organizzata dal Circolo Nautico Santa Margherita in collaborazione con Antal e Comune di Caorle, valida come prova del Campionato Italiano Offshore FIV.

La regata, Venerdì Primo Maggio, prenderà il via dal tratto di mare antistante la passeggiata a mare di Caorle per proseguire sul percorso Grado, Sansego e ritorno a Caorle.

Nutrita partecipazione con equipaggi provenienti da tutto l’Adriatico, da Austria, Germania, Repubblica Ceca, Croazia e Slovenia, ai quali, per la prima volta, si aggiunge anche un equipaggio statunitense.

Oltre settanta skipper pronti a sfidarsi sulle 200 miglia del percorso, nel possibile tentativo di fissare un nuovo record di percorrenza, stabilito nel 2010 da Aegyd Pengg nella flotta XTutti con il tempo di 26h 31’ 54” ed ancora imbattuto.

L’evento prevede, nel prologo del 30 Aprile, un incontro dal titolo “Gestione e ottimizzazione dell’attrezzatura di coperta” promosso in collaborazione con Antal, per proseguire nella serata con il Crew Party presso il Ristorante Villa dei Dogi.

 

Comunicato Stampa 

 

Credit Immagini  -  Circolo Nautico Santa Margherita

 

 

Design 4 Future

Quattro appuntamenti nelle sezioni

della Lega Navale del Tigullio per riflettere su design,

accessibilità ed innovazione nella nautica

 

Design e nautica si incontrano in un ciclo di appuntamenti dedicati ad innovazione, sostenibilità e visione del futuro.

Il progetto “Design 4 Future”,  in occasione della quinta edizione del Tigullio Design District, coinvolge due realtà con identità differenti ma profondamente complementari.

Lega Navale Italiana celebra il secondo anno di collaborazione con Associazione Culturale Liguria Design co-organizzando quattro incontri tematici dedicati ad approfondire il rapporto tra design, comunicazione, sport e navigazione esplorandone tutte le declinazioni.
Obiettivo dell’iniziativa promuovere una visione sempre più inclusiva ed accessibile del mare e delle attività nautiche, tematiche fondanti della Lega Navale.

Tigullio Design District, in programma dal 20 al 26 Aprile, è il primo evento internazionale in Liguria dedicato al design, con un’attenzione particolare ai temi del mare, dell’outdoor e del lifestyle e si presenta come vetrina a mare della Design Week di Milano che si svolge in contemporanea in Lombardia.

In funzione della sensibilità dei temi trattati nel programma dei vari eventi Design 4 Future è stato costituito un team di lavoro che sopraintende alle tematiche, curato dall’architetto Valia Galdi, esperta di Universal Design accessibilità e benessere del mare, velista della LNI Chiavari-Lavagna.

Il progetto nella sua interezza è promosso da Davide Conti, direttore creativo Tigullio Design District e concertato dalla Dott.ssa Monica Corte, delegata regionale aggiunta per la regione Liguria della Lega Navale Italiana.

Il programma

I quattro incontri, patrocinati dai diversi comuni di Rapallo, S. Margherita Ligure, Chiavari-Lavagna e Sestri Levante, coinvolgono attivamente tutte le sezioni L.N.I. del Tigullio.

– Martedì 21 Aprile

Chiavari  Box 36 LNI – Porto Turistico di Chiavari Amm. L. Gatti

La Sezione di Chiavari–Lavagna presenta l’incontro “Nautica accessibile nel Tigullio: gli sport del mare per tutti” dalla vela al canottaggio alla canoa, un dialogo con le federazioni e gli atleti per promuovere l’accesso universale agli sport nautici.
Esperienze e strumenti per rendere lo sport in mare un luogo senza barriere fisiche o sociali, di libertà e inclusione per ogni persona.

– Mercoledì 22 Aprile

Rapallo Calata Amm. Durand De La Penne 10

Forum “Porti accessibili: design, benessere ambientale e comfort sul mare”, dedicato al tema dell’inclusione e accoglienza nelle infrastrutture portuali e marine con una particolare attenzione ai giovani. Illustrazione di buone prassi.

– Giovedì 23 Aprile

Sestri Levante  ex Convento dell’Annunziata Sala Oleandro in Via Portobello 19

La Sezione di Sestri Levante promuove l’incontro “Comunicazione inclusiva per le attività del mare”.
Il linguaggio utilizzato come disegno per il progetto inclusivo Velando sostenuto dal Ministero delle Disabilità e realizzato sulle Barche della Legalità affidate alla L.N.I.

– Venerdì 24 Aprile

Santa Margherita Ligure  Sala Spazio Aperto – Via dell’Arco 38

Evento “Barche per tutti, innovazione inclusiva a bordo”, promosso dalla Sezione di Santa Margherita Ligure.
L’incontro metterà a confronto diversi tipi di imbarcazioni ed esperienza inclusive, andando ad analizzare i fattori di successo delle barche adatte a tutti, dallo storico Dinghy all’Hansa 303.

Davide Conti, Presidente dell’Associazione Culturale Liguria Design, sottolinea il valore della collaborazione con la Lega Navale Italiana:

“Sono grato alla Lega Navale per aver accolto e scelto di sviluppare il format D4Future che abbiamo avviato lo scorso anno. I quattro eventi in programma durante la settimana del Tigullio Design District 2026 rappresentano una tappa fondamentale che individua un percorso di crescita e visione condivisa fra la nostra Associazione e la Lega Navale Italiana. Il mare diventa spazio di progetto e di futuro, dove accessibilità e progettualità per tutti si affermano come un impegno collettivo e da promuovere insieme, anno dopo anno”

Monica Corte, delegata regionale aggiunta della Liguria per la LNI, evidenzia come il progetto rappresenti un esempio concreto di collaborazione tra territorio, associazionismo e mondo del design:

“Design 4 future è progettare per un futuro collettivo in cui nessuno viene lasciato indietro e in cui l’innovazione non è creare barriere ma colmare i vuoti con sensibilità, passione e su valori condivisi. Un design etico capace di agire come linguaggio universale che garantisce dignità e autonomia. La Lega Navale Italiana, ente pubblico associativo senza scopo di lucro, che si occupa di mare e acque interne in Italia, contribuisce da anni, grazie al know-how e alla sensibilità in parte innata in parte acquisita, a trasformare la complessità in semplicità. Quattro eventi che riuniscono le sezioni del Tigullio in una voce corale di sodalizio associativo e in una cornice di solida collaborazione con l’Associazione Culturale Liguria Design”

 

Comunicato Stampa

 

Credit Immagini  -  Lega Navale Italiana  -  Associazione Culturale Liguria Design

 

 

Vele Classiche di Puccini

III “LE VELE CLASSICHE DI PUCCINI” NEL CENTENARIO DELLA ‘TURANDOT’

Due giornate di vela classica, cultura nautica, sport, storia, musica operistica, atmosfere antiche e scoperta del territorio.

Terza edizione della manifestazione internazionale “Le Vele Classiche di Puccini”, raduno di barche storiche organizzato nei luoghi dove ha vissuto e si è ispirato Giacomo Puccini.
L’evento, in programma il 25 e 26 aprile 2026 a Torre del Lago Puccini, sul Lago di Massaciuccoli, sarà occasione per celebrare il Maestro e compositore nell’anno del centenario della prima rappresentazione della Turandot, l’opera rimasta incompiuta andata in scena la prima volta alla Scala di Milano proprio il 25 aprile del 1926.

Il programma, organizzato dal Circolo Velico Torre del Lago Puccini in collaborazione con Federazione Italiana Vela, prevede due veleggiate e la cena equipaggi di sabato sera.
In occasione della celebrazione, tra le numerose iniziative aperte a tutti, l’esposizione al pubblico delle imbarcazioni, la sfilata sul lago, la presenza di figuranti in costume d’epoca, un concerto al tramonto nel porticciolo, la visita alla casa di Puccini, la conferenza sulla Turandot, sul Museo della Barca Lariana e una gita a remi a bordo del Dragone nei luoghi ispiratori di Puccini.

In allegato Comunicato Stampa completo di programma

 

Credit Immagini - Foto P. Maccione

 

 


			
			

Concessionari Diporto Nautico

Recentemente, confrontandomi con un professionista che opera nel settore auto, mi è stata posta una domanda tanto semplice quanto interessante: quali sono i concessionari del diporto nautico e come mai sono così pochi?

Da qui nasce una riflessione sulle dinamiche che regolano due mondi, solo apparentemente simili, entrambi legati alla mobilità ed al tempo libero, ma caratterizzati da logiche di mercato, di prodotto e di servizio radicalmente diverse.

L’esito del confronto è tutt’altro che scontato.

Osservare le profonde differenze riscontrate tra la struttura selettiva del diporto e la rete capillare automotive, può risultare utile non tanto per individuare un modello da replicare, quanto per cogliere spunti concreti di miglioramento.

Per quali motivi i modelli sono diversi

L’industria automobilistica e la sua rete distributiva hanno radici consolidate, l’intero percorso, processi, modelli organizzativi e margini sono il risultato delle esperienze di molti decenni di evoluzione e di standardizzazione.

Il concessionario nautico, al contrario, sfugge ad una definizione univoca dovendosi muovere in un contesto trasversale, frammentato e con volumi significativamente inferiori.
A ciò si aggiunge una complessità intrinseca del diporto: chi opera nel settore deve gestire una gamma estremamente ampia di prodotti e competenze, che spaziano da materie prime, componenti meccanici ed elettrici, accessoristica sino ad arrivare alle imbarcazioni complete.

Perché i concessionari sono pochi

Il numero limitato è legato al fatto che molti operatori tendono a lavorare in modalità multi brand, estendendo l’offerta di prodotti e servizi. Questo porta alla nascita di profili diversi che possono agire contemporaneamente come dealer, distributori o broker.

Al fenomeno si aggiungono ulteriori fattori che limitano lo sviluppo di una rete strutturata:

– Costi di gestione elevati
– Forte immobilizzo di capitali per disponibilità stock
– Complessità nella gestione dell’usato, movimentazione di ritiri e permute
– Investimenti infrastrutturali significativi
– Mercato di nicchia, con caratteristiche prevalentemente stagionali

Differenze tra i due mercati

Anche laddove emergono apparenti analogie, le differenze restano rilevanti:

– Struttura e densità della rete distributiva
– Potenziale complessivo dei fatturati
– Fatturato medio per operatore
– Organizzazione e struttura commerciale

A questi elementi si aggiunge una distinzione fondamentale da non dimenticare:
nella maggioranza dei casi la barca, e tutto ciò che le ruota intorno, sono considerati beni voluttuari, mentre l’automobile continua ad essere, per molti, una necessità quotidiana.

Considerazioni finali

Nella nautica, in molti casi, il processo di consolidamento non risulta pienamente compiuto e paragonabile a quello del’automotive, anche a causa delle dimensioni più contenute del mercato.

Ammesso che, proprio dall’automotive, possano emergere interessanti leve di sviluppo capaci di produrre margini concreti di miglioramento, sicuramente l’intero comparto è chiamato a dare risposte urgenti su molti temi.

Forse, quindi, la vera domanda è un’altra:

In un settore leader mondiale nella cantieristica, con volumi di fatturato in costante crescita, perché il sistema presenta ancora ritardi strutturali nell’evoluzione dell’indotto, delle infrastrutture e della burocrazia?

 


 

Nautica & Stampa 3D

La maturità raggiunta oggi dalla stampa 3D mette a disposizione dei progettisti nautici strumenti sempre più evoluti, con vantaggi concreti in termini di tempi, costi e flessibilità.
Una tecnologia che sta progressivamente trasformando le modalità operative del settore nautico, accelerando l’innovazione sia nella fase di progettazione sia in quella di produzione e manutenzione.

Grazie alla produzione additiva è oggi possibile realizzare prototipi e parti funzionali in piccole serie, destinate a diverse tipologie di imbarcazioni: dal piccolo scafo fino ai grandi yacht. Il passaggio dal modello digitale al primo prototipo avviene in tempi ridotti, consentendo iter progettuali più rapidi e una maggiore libertà di personalizzazione.

Nel corso di una recente visita ho avuto modo di entrare in contatto con Astrati, realtà genovese attiva nei servizi di progettazione, scansione e stampa 3D.
Il progetto Astrati nasce a Genova nel 2016 per rispondere alla crescente domanda di soluzioni legate alla produzione additiva, individuata in diversi ambiti del tessuto produttivo locale, tra cui quello nautico e navale.

Durante l’incontro con il titolare, Enrico Olia, ho potuto confrontarmi approfondendo le attività svolte e le potenzialità applicative delle tecnologie impiegate.

L’osservazione diretta di prototipi e componenti funzionali ha permesso di comprendere meglio il processo produttivo, i vantaggi operativi e alcuni casi concreti di utilizzo, in particolare legati alla realizzazione di pezzi custom e alla sostituzione di componenti non più disponibili sul mercato.

A seguito di questo incontro, e della richiesta di materiale informativo, condividiamo di seguito un approfondimento dedicato all’applicazione della stampa 3D nel settore nautico, insieme alla cartella stampa completa.

Le impressioni raccolte durante l’incontro confermano come l’impiego delle tecnologie di stampa additiva rappresenti oggi un’opportunità concreta per gli operatori del settore nautico.
In particolare, la flessibilità progettuale offerta dalla manifattura additiva consente di affrontare problematiche tipiche della nautica (come la gestione di componenti fuori produzione, la personalizzazione degli impianti e l’adattamento a spazi vincolati) con soluzioni che fino a pochi anni fa risultavano difficili, se non impraticabili.

La possibilità di ripensare forma e funzione dei componenti, anziché limitarne la semplice riproduzione, apre nuovi scenari sia in fase di progettazione sia negli interventi di refitting e manutenzione, riducendo tempi di fermo e aumentando il controllo sul risultato finale.

 

Cartella Stampa

 

Credits Immagini  
"Caracol-propeller-899x675" scontornata - Caracol AM
Galleria - Astrati di Olia Enrico