Concessionari Diporto Nautico

Recentemente, confrontandomi con un professionista che opera nel settore auto, mi è stata posta una domanda tanto semplice quanto interessante: quali sono i concessionari del diporto nautico e come mai sono così pochi?

Da qui nasce una riflessione sulle dinamiche che regolano due mondi, solo apparentemente simili, entrambi legati alla mobilità ed al tempo libero, ma caratterizzati da logiche di mercato, di prodotto e di servizio radicalmente diverse.

L’esito del confronto è tutt’altro che scontato.

Osservare le profonde differenze riscontrate tra la struttura selettiva del diporto e la rete capillare automotive, può risultare utile non tanto per individuare un modello da replicare, quanto per cogliere spunti concreti di miglioramento.

Per quali motivi i modelli sono diversi

L’industria automobilistica e la sua rete distributiva hanno radici consolidate, l’intero percorso, processi, modelli organizzativi e margini sono il risultato delle esperienze di molti decenni di evoluzione e di standardizzazione.

Il concessionario nautico, al contrario, sfugge ad una definizione univoca dovendosi muovere in un contesto trasversale, frammentato e con volumi significativamente inferiori.
A ciò si aggiunge una complessità intrinseca del diporto: chi opera nel settore deve gestire una gamma estremamente ampia di prodotti e competenze, che spaziano da materie prime, componenti meccanici ed elettrici, accessoristica sino ad arrivare alle imbarcazioni complete.

Perché i concessionari sono pochi

Il numero limitato è legato al fatto che molti operatori tendono a lavorare in modalità multi brand, estendendo l’offerta di prodotti e servizi. Questo porta alla nascita di profili diversi che possono agire contemporaneamente come dealer, distributori o broker.

Al fenomeno si aggiungono ulteriori fattori che limitano lo sviluppo di una rete strutturata:

– Costi di gestione elevati
– Forte immobilizzo di capitali per disponibilità stock
– Complessità nella gestione dell’usato, movimentazione di ritiri e permute
– Investimenti infrastrutturali significativi
– Mercato di nicchia, con caratteristiche prevalentemente stagionali

Differenze tra i due mercati

Anche laddove emergono apparenti analogie, le differenze restano rilevanti:

– Struttura e densità della rete distributiva
– Potenziale complessivo dei fatturati
– Fatturato medio per operatore
– Organizzazione e struttura commerciale

A questi elementi si aggiunge una distinzione fondamentale da non dimenticare:
nella maggioranza dei casi la barca, e tutto ciò che le ruota intorno, sono considerati beni voluttuari, mentre l’automobile continua ad essere, per molti, una necessità quotidiana.

Considerazioni finali

Nella nautica, in molti casi, il processo di consolidamento non risulta pienamente compiuto e paragonabile a quello del’automotive, anche a causa delle dimensioni più contenute del mercato.

Ammesso che, proprio dall’automotive, possano emergere interessanti leve di sviluppo capaci di produrre margini concreti di miglioramento, sicuramente l’intero comparto è chiamato a dare risposte urgenti su molti temi.

Forse, quindi, la vera domanda è un’altra:

In un settore leader mondiale nella cantieristica, con volumi di fatturato in costante crescita, perché il sistema presenta ancora ritardi strutturali nell’evoluzione dell’indotto, delle infrastrutture e della burocrazia?

 


 

Nautica & Stampa 3D

La maturità raggiunta oggi dalla stampa 3D mette a disposizione dei progettisti nautici strumenti sempre più evoluti, con vantaggi concreti in termini di tempi, costi e flessibilità.
Una tecnologia che sta progressivamente trasformando le modalità operative del settore nautico, accelerando l’innovazione sia nella fase di progettazione sia in quella di produzione e manutenzione.

Grazie alla produzione additiva è oggi possibile realizzare prototipi e parti funzionali in piccole serie, destinate a diverse tipologie di imbarcazioni: dal piccolo scafo fino ai grandi yacht. Il passaggio dal modello digitale al primo prototipo avviene in tempi ridotti, consentendo iter progettuali più rapidi e una maggiore libertà di personalizzazione.

Nel corso di una recente visita ho avuto modo di entrare in contatto con Astrati, realtà genovese attiva nei servizi di progettazione, scansione e stampa 3D.
Il progetto Astrati nasce a Genova nel 2016 per rispondere alla crescente domanda di soluzioni legate alla produzione additiva, individuata in diversi ambiti del tessuto produttivo locale, tra cui quello nautico e navale.

Durante l’incontro con il titolare, Enrico Olia, ho potuto confrontarmi approfondendo le attività svolte e le potenzialità applicative delle tecnologie impiegate.

L’osservazione diretta di prototipi e componenti funzionali ha permesso di comprendere meglio il processo produttivo, i vantaggi operativi e alcuni casi concreti di utilizzo, in particolare legati alla realizzazione di pezzi custom e alla sostituzione di componenti non più disponibili sul mercato.

A seguito di questo incontro, e della richiesta di materiale informativo, condividiamo di seguito un approfondimento dedicato all’applicazione della stampa 3D nel settore nautico, insieme alla cartella stampa completa.

Le impressioni raccolte durante l’incontro confermano come l’impiego delle tecnologie di stampa additiva rappresenti oggi un’opportunità concreta per gli operatori del settore nautico.
In particolare, la flessibilità progettuale offerta dalla manifattura additiva consente di affrontare problematiche tipiche della nautica (come la gestione di componenti fuori produzione, la personalizzazione degli impianti e l’adattamento a spazi vincolati) con soluzioni che fino a pochi anni fa risultavano difficili, se non impraticabili.

La possibilità di ripensare forma e funzione dei componenti, anziché limitarne la semplice riproduzione, apre nuovi scenari sia in fase di progettazione sia negli interventi di refitting e manutenzione, riducendo tempi di fermo e aumentando il controllo sul risultato finale.

 

Cartella Stampa

 

Credits Immagini  
"Caracol-propeller-899x675" scontornata - Caracol AM
Galleria - Astrati di Olia Enrico

 

 

SOVEREIGN SHIPS

Il caso: può un’astronave ispirare il progetto di una barca avveniristica?

Il progetto nasce dalle riflessioni di un ex pilota dell’Aeronautica Militare degli Stati Uniti sullo stile di vita e su quale potrebbe essere la casa ideale per raggiungere il massimo livello di libertà vivendo in simbiosi con la natura.

Dalla passione per il mare e la navigazione prende forma l’idea di progettare imbarcazioni, seguendo principi di rispetto ecologico, ispirandosi ai mezzi per la conquista dello spazio: moderne astronavi autosufficiente per una navigazione autonoma.

Non un’idea bizzarra.
Certo affascinante ed al tempo stesso un’ardua sfida se contestualizzata nelle consuetudini di vita attuali.

In quattro anni di attività Sovereign Ships ha creato e proposto molti concept destando interesse di vari possibili acquirenti, o forse solo curiosità.
Ma, ahimè ad oggi, nessuna conferma per realizzare un prototipo.

In questo tempo i primi progetti sono stati modificati migliorandone i particolari sulla scorta dei riscontri ottenuti dal pubblico, utilizzando commenti e suggerimenti ricevuti per trovare la chiave per convincere il cliente.

Abbiamo seguito questa azienda sin dai primi passi attratti da quello che, a nostro giudizio, potrebbe rappresentare una vera innovazione per il settore non solo della nautica ma per il concetto più generale di turismo nautico.

Conosciamo il settore e sappiamo che i diportisti sono tra i clienti più scettici al mondo e che la maggior parte dei potenziali clienti, per diffidenza verso le novità, vorrebbe vedere un prototipo già realizzato.
Abbiamo esperienze di casi di prodotti o idee troppo avanti rispetto alla maturità del mercato di riferimento, tuttavia ci piacerebbe trovare una soluzione visto anche l’impegno del progettista e la convinzione di portare avanti l’iniziativa.

Siamo in contatto con tanti bravi progettisti, nautical designer, uffici tecnici di cantieri ed appassionati, possibile che nessuno abbia delle proposte concrete?

English Text

 

Comunicato Stampa

 

Chi fosse interessato può scrivermi in privato al seguente link

 

Credit Immagini   Sovereign Ships

 

 

Nautica Situazione

Scenario e prospettive 2026

Il nuovo anno si apre per la nautica in un contesto internazionale complesso, caratterizzato da segnali contrastanti e da un diffuso clima di incertezza.
Lasciando a maghi ed astrologi l’ardua impresa di tentare una previsione sugli andamenti del comparto, l’unica strada percorribile è osservare con attenzione i dati disponibili e le tendenze emerse da report, studi settoriali e pubblicazioni specializzate, evitando di ridurre l’analisi ad una sequenza di tabelle, indici e percentuali.

Mercato Italia: luci e ombre

Lo scenario nazionale registra un trend positivo sostenuto in larga parte dalla costante crescita del segmento superyacht per fatturato e portafoglio ordini acquisiti.
Un numero ristretto di aziende, forse meno di una decina, detiene oltre il cinquanta per cento del mercato mondiale e contribuisce a più del 60% del fatturato complessivo.
Indubbiamente un importante contributo all’economia nautica italiana ed al prestigio del “Made in Italy” nel mondo.

Osservando i numeri più nel dettaglio, tuttavia, emerge un quadro più articolato.
Il restante comparto risulta essere un insieme eterogeneo, fortemente frammentato, composto da innumerevoli strutture e tipologie di produzione che si dividono una quota di fatturato decisamente inferiore, poco più di un terzo del totale.
In un contesto altamente competitivo, questa condizione rappresenta una sfida impegnativa, talvolta difficile da sostenere.
Eppure, molte di queste aziende esprimono valori distintivi unici per capacità, competenza ed attitudine alla soluzione dei problemi, spesso, generando originali concetti innovativi.

Attività che meritano senz’altro un alto grado di attenzione!

Uno sguardo globale: equilibrio e sostenibilità

Allargando la visione a livello globale, emerge come lo sviluppo dei mercati delle unità di dimensioni più contenute potrebbe contribuire ad una maggiore stabilità economica complessiva.
Ridurre la dipendenza da pochi grandi attori significherebbe diversificare i rischi sistemici, come quelli legati a crisi finanziarie o tensioni geopolitiche, per realizzare un sistema più equilibrato e solido.
In teoria, un simile equilibrio porterebbe benefici non solo ai mercati minori, ma anche a quelli più strutturati, prevenendo eccessivi squilibri e favorendo una espansione più armonica.

Tra teoria e realtà produttiva

In realtà la possibilità di applicare dinamiche a favore di specifiche tipologie produttive si scontra con due parametri fondamentali:

– Le potenzialità del prodotto che ne determinano il valore percepito ed il livello della domanda
– La capacità di spesa del target di riferimento rappresentato dagli utenti finali

Questi elementi definiscono la fattibilità di qualsiasi modello produttivo, guidando le scelte strategiche delle aziende, costrette a muoversi in un delicato equilibrio tra rischio ed opportunità, adeguando l’offerta alle concrete esigenze ed alle possibilità economiche di consumatori e imprese.

Di conseguenza ogni progetto, pubblico o privato, risulta inevitabilmente legato a fattori macroeconomici, quali:

– Andamento dell’economia nazionale (PIL, inflazione, occupazione, politiche fiscali)
– Scenari globali (tassi di interesse, flussi di capitale, tensioni geopolitiche e trend di mercato)

Un contesto ancora incerto

Secondo i più recenti report accessibili, l’economia è ancora dominata da incertezze e segnali contrastanti. Le stime di crescita appaiono lente, seppure in progressivo miglioramento.
Si intravede una possibile e debole accelerazione dei consumi, legata ad un auspicato recupero del reddito reale, dell’occupazione ed alla tenuta del tasso di inflazione.
Tuttavia, la scena interna resta segnata da forti turbolenze, in una situazione che non si discosta molto da quella europea e mondiale.

Demografia e cambiamento generazionale

Alcuni rumors emersi da ricerche ed importanti convegni internazionali rivelano preoccupazioni legate al progressivo aumento dell’età media degli armatori ed al cambiamento di mentalità delle generazioni più giovani.
Il fenomeno, tuttavia, anche se definito come “bomba demografica” ancora non ha mostrato effetti dirompenti, ma inizia a stimolare riflessioni e primi tentativi di analisi, timidi ed isolati, per meglio individuarne cause e possibili rimedi.

Riflessione finale

In tale quadro di complessità, le opportunità di crescita per il settore nautico non mancheranno, pur in presenza di fragilità strutturali ancora evidenti.
Si aprono ampi margini di miglioramento, che passano necessariamente attraverso una trasformazione nel modo di agire, pensare, operare e, soprattutto, nelle modalità di comunicazione delle tematiche relative a diporto e turismo nautico.
Un cambio di passo, un’evoluzione che, per essere realmente efficace, dovrebbe coinvolgere l’intero settore in modo coordinato e consapevole.

 


 

 

Dieci anni fuori rotta

Proprio in questo periodo, dieci anni fa, ho deciso di cambiare rotta per iniziare una nuova avventura.

Dopo oltre 40 anni trascorsi nel settore nautico, con ruoli commerciali e tecnico-commerciali, ho scelto di allontanarmi dalla dimensione prettamente mercantile per intraprendere un percorso da consulente mettendo a disposizione delle imprese competenze, contatti ed esperienza maturata.

In verità già dal 2011, anno alquanto difficile per il comparto, avevo colto diverse criticità: molte imprese nautiche, in particolare le realtà artigiane o le aziende più piccole, necessitavano di supporto per colmare lacune in ambito commerciale ed organizzativo. A queste esigenze ho voluto dare concreta risposta.

L’obiettivo era chiaro: offrire una serie di servizi dedicati alle necessità aziendali atti a costruire strategie di espansione e miglioramento della gestione.

Attività del percorso

Nel corso del tempo, grazie ai contatti sviluppati anche con aziende estere, è stato possibile stringere accordi per fornire supporto ad alcune di esse che necessitavano di informazioni, ricerche di mercato e creazione della rete di vendita e/o assistenza in Italia.
Per rafforzare il legame con il mercato, parallelamente alla consulenza, nasce il portale web SviluppoNautico dove pubblichiamo notizie di interesse relative alla nautica ed all’innovazione.

Come operare

Proseguendo sul modello comportamentale sino ad oggi applicato Concreto – Informato – Umano.

– Facendo leva su una banca dati di contatti con diverse migliaia di nominativi, profilati per tipo di attività, costantemente aggiornato, ed una conoscenza approfondita del mercato Italia e delle dinamiche relative alle reti di vendita.
– Con un approccio basato quasi esclusivamente sul rapporto relazionale, orientato a costruire soluzioni su misura, utilizzando indifferentemente le tecnologie digitali disponibili o, se necessario, opportune tecniche tradizionali.
– In alcuni casi agendo come vero e proprio “Hub” per il committente, coordinando l’intervento in collaborazione con altri professionisti.
– Mantenendo un atteggiamento professionale, sempre consapevole dei propri limiti, ascoltando attivamente con attenzione l’interlocutore nell’ottica di consolidare il rapporto di fiducia.

Consuntivo e proiezione futura

Guardando indietro la valutazione sul lavoro svolto è positiva anche se troppo spesso siamo rimasti nella nostra “comfort zone” utilizzando collaborazioni consolidate, passaparola e relazioni storiche.

La velocità di trasformazione del mercato nautico e le variate esigenze delle attività di settore in funzione delle attuali sfide tecnologiche e delle nuove richieste provenienti dal cliente finale, impongono un cambio di passo.

Oggi, grazie alle sinergie con nuovi partner, abbiamo in programma di sviluppare alcuni progetti, da tempo nel cassetto, proponendoci con una filosofia decisamente più aggressiva.

 

 


 

 

 

Boat Show d’Autunno

Autunno Tempo di Saloni Nautici

Con l’arrivo di Settembre inizia il consueto percorso attraverso i saloni nautici d’autunno, una serie consecutiva di appuntamenti che scandiscono la ripresa delle attività del settore dopo la stagione estiva.

Negli stand troverà posto il meglio della produzione di imbarcazioni, componenti ed accessori per soddisfare l’interesse di appassionati di nautica, operatori professionali ed esperti.

Le finalità espositive perseguite variano in funzione degli obiettivi da raggiungere. In effetti, oltre allo scopo prettamente mercantile, le manifestazioni internazionali sono occasione di incontri, accordi, scambi di opinioni su design, tecnologie applicate e nuove tendenze, nonché relazioni e prospettive per il futuro del mercato.

Nel mese di Settembre una panoramica di vetrine in un serratissimo calendario che proseguirà nei successivi mesi sino a giungere, ad autunno inoltrato, al METS di Amsterdam.

Qualche riflessione “oltre le vetrine”

Tra saloni nautici, congressi e forum abbiamo contato un totale di 46 eventi nel mondo nello spazio di 87 giorni, come documentato dall’elenco completo, scaricabile qui, che evidenzia numero e frequenza di eventi nel mondo, seppure sia corretto precisare che l’analisi è globale e comprende avvenimenti di interesse internazionale, nazionale o ristretti ad aree locali.

Limitando la ricerca alle manifestazioni di maggior rilievo che si svolgono in Europa ne troviamo da sei a nove potenzialmente interessanti per diportisti ed operatori professionali.

Nell’immagine riportata si evince come le date risultino molto ravvicinate o in qualche caso sovrapposte.

Forse un miglior coordinamento dei calendari, ove possibile, potrebbe contribuire a cambiare in meglio, per le aziende espositrici, l’aspetto organizzativo ed ottimizzare l’esperienza di visita per il pubblico.

Tuttavia, pur fermamente convinti dell’utilità dei saloni nautici, alla luce di quanto finora esposto diventa fondamentale evidenziare quali siano gli effetti prodotti sia in termini positivi che in termini critici.

Fattori positivi

– Sinergie di comunicazione e visibilità globale
– Ottimizzazione della logistica
– Aumento delle opportunità di networking e confronto internazionale
– Stimolo economico per le aree ospitanti

Fattori critici

– Concorrenza e sovrapposizione di pubblico ed espositori
– Difficoltà per i buyer a partecipare a tutte le manifestazioni
– Saturazione dell’offerta per eccessiva concentrazione
– Alta incidenza dei costi in particolare per le piccole realtà
– Rischio di sovrapposizione tematica e ridotta specializzazione

Aziende espositrici

Risulta chiaro che per le aziende pianificare quali siano gli eventi a cui partecipare è un’attività molto delicata, da svolgere in funzione di vari parametri, come tipo di produzione, area geografica di interesse, verifica delle potenzialità della struttura aziendale e soprattutto un accurato calcolo di costi/benefici.

Visitatori

Occorre fare un distinguo tra visitatori professionali e diportisti o appassionati. I primi maggiormente interessati a conoscere novità e/o stringere accordi commerciali, gli altri per orientare l’acquisto di una nuova imbarcazione ed un accessorio o più semplicemente per avvicinare e conoscere meglio il mondo della nautica.

 

Credit Immagini SMG Italy

 

 

Marketing – Analogico o Digitale?

Marketing Nautico – Come orientarsi nel 2025

Il primo semestre del 2025 si è rivelato un banco di prova per il comparto nautico: dopo alcuni anni di crescita costante, iniziano ad emergere segnali contrastanti, soprattutto nel segmento della piccola nautica. Mentre i settori dei superyacht e del charter nautico mantengono trend stabili o in qualche caso in crescita, le imbarcazioni di piccole e medie dimensioni iniziano a sentire il peso dell’inflazione, della riduzione del potere d’acquisto e più in generale delle incertezze conseguenti alla situazione economica e geo-politica europea e mondiale.

In tale scenario il Marketing torna al centro come leva strategica per affrontare le criticità, cercare nuovi spazi di mercato ed espandere il proprio business per quanto possibile.
Ma quale strada scegliere? Digitale o tradizionale?

Per fare un pò di chiarezza

Il termine Marketing (**) – un inglesismo preso a prestito che letteralmente significa “portare al mercato” – è l’insieme di azioni e strategie mirate a promuovere prodotti o servizi, con l’obiettivo di generare valore e connessioni con il cliente.

In funzione del mezzo o canale utilizzato per veicolare il messaggio di marketing al pubblico si distingue principalmente in:

Marketing Digitale
L’attività si affida a strumenti online come siti web, social media, newsletter, motori di ricerca e campagne sponsorizzate.

Marketing Tradizionale (o Analogico)
Utilizza canali offline come riviste di settore, pubblicità su carta stampata, eventi, fiere e cartellonistica.

Per rispondere correttamente al quesito su quale sia la miglior strategia di promozione non esiste una risposta unica.

Ogni strategia efficace deve partire da tre domande fondamentali:

– Quale prodotto o servizio è oggetto della comunicazione?
– Chi è il target di riferimento?
– Quali obiettivi si vogliono raggiungere?

Nautica un mercato eterogeneo

Il mondo nautico presenta una composizione estremamente diversificata che spazia dalle barche agli accessori, dai servizi charter al turismo di lusso.
Conseguentemente, ogni segmento richiede un approccio mirato.
La promozione di un nuovo modello di imbarcazione avrà logiche, linguaggi e canali ben diversi da una campagna per un accessorio tecnico o per un servizio di refitting.

In generale, però, vista la natura di nicchia del pubblico, la base del target di interesse numericamente ristretta e l’importanza nel settore della relazione personale, la via più efficace è spesso un mix ben calibrato tra digitale e analogico.

Da rimarcare che i grandi cantieri e le maggiori case produttrici di accessori e componenti hanno uffici preposti alla comunicazione ma molti altri operatori dell’indotto non sono altrettanto organizzati per ragioni di risorse di tempo e disponibilità di investimento economico.

Tre consigli pratici:

1 – Affidatevi a un professionista
Anche un semplice colloquio con un esperto può fare la differenza tra un investimento efficace e una spesa inutile.

2 – Diffidate dalle soluzioni “magiche”
Il marketing richiede analisi, studio e strategia.
Promesse roboanti senza basi reali spesso portano a risultati deludenti.

3 – Evitate il “fai da te”
Se non disponete di un budget adeguato, piuttosto che improvvisare, meglio concentrarsi sull’ottimizzazione dell’attività e posticipare la promozione.

 

(**) Riporto di seguito alcuni collegamenti di interesse per chi volesse approfondire la ricerca sugli argomenti trattati.

Origine del termine Marketing –
https://www.britannica.com/money/marketing

John Wanamaker, definito come primo inventore del Marketing –
https://www.britannica.com/money/John-Wanamaker

Sam Walton, fondatore della catena dei supermercati Walmart –
https://www.britannica.com/money/Sam-Walton

 

 


 

 

Cyber Risk & Nautica

Il settore della nautica, così come l’industria marittima globale, sta vivendo un processo innovativo e di trasformazioni determinato dall’integrazione di tecnologie informatiche e digitali sempre più avanzate.

Sulle moderne imbarcazioni da diporto – in particolare su yacht e superyacht di maggiori dimensioni – sono presenti sofisticati sistemi integrati di navigazione, comunicazione ed intrattenimento. Questa evoluzione tecnologica comporta, però, un significativo aumento dei rischi legati alla sicurezza informatica (Cyber Security).

Alcuni dei dispositivi presenti a bordo

– Sistemi di Navigazione Satellitare e Cartografia Digitale
– Sistemi di Comunicazione, Telefonia, Reti WiFi e Connessioni a Internet
– Computer e Server di Bordo
– Sistemi di Videosorveglianza con accesso da remoto
– Controlli Remoti per Utenze, Luci e Climatizzazione
– Sistemi di Intrattenimento Connessi

L’imbarcazione, se non adeguatamente protetta, può risultare vulnerabile a minacce ed attacchi informatici.  Il livello di rischio è direttamente proporzionale alla quantità ed alla tipologia dei sistemi connessi presenti a bordo.

Tipologie di possibili minacce

Le minacce informatiche possono compromettere la sicurezza di bordo, fino a mettere in pericolo la navigazione stessa.

In molti casi, la vulnerabilità è legata a scarsa attenzione nella gestione della sicurezza informatica. Tra i fattori più critici:

– Mancanza di aggiornamenti software regolari
– Utilizzo di Password deboli o predefinite
– Assenza di segmentazione di rete (crew/guest/sistemi critici)
– Bassa consapevolezza da parte dell’equipaggio
– Limitata o scarsa attenzione alla sicurezza già in fase di progettazione dell’architettura di rete di bordo

Le principali minacce informatiche nel settore del diporto includono:

– Spoofing GPS
Manipolazione del segnale GPS per alterare la rotta della nave o confondere il comandante

– Man-in-the-Middle (MITM)
Intercettazione del traffico di rete, soprattutto in presenza di reti Wi-Fi mal configurate

– Accessi non autorizzati
Intrusione nei sistemi di bordo da parte di attori malevoli, con finalità di controllo, spionaggio o sabotaggio

– Ransomware
Blocco dei sistemi di bordo mediante crittografia, con richiesta di riscatto per il ripristino

– Furto di dati
Trasferimento non autorizzato di dati (data exfiltration).
Compromissione delle informazioni sensibili riguardanti l’armatore, gli ospiti a bordo o i piani di navigazione

Linee guida e raccomandazioni

La sicurezza informatica in ambito marittimo è regolata da normative e standard internazionali.  International Safety Management Code (ISM), parte della normativa IMO, ha integrato la Cyber Security nei suoi requisiti.

Tra i riferimenti principali:

BIMCO (Baltic and International Maritime Council) ha pubblicato un dettagliato documento [The Guidelines on Cyber Security Onboard Ships] che raccoglie le raccomandazioni per una corretta gestione del rischio a bordo delle navi. La guida è scaricabile qui.

La stessa IMO (International Maritime Organization) promuove oggi anche nel settore diporto il concetto di Cyber Resilience, sebbene con un approccio meno stringente rispetto alla navigazione commerciale.

La crescente diffusione della connettività rende necessario un approccio consapevole alla cyber security, anche sulle imbarcazioni private, indipendentemente dalle loro dimensioni.

Alcune buone pratiche da seguire da parte di ogni armatore e/o comandante:

1 – Segmentare le reti (es. separare reti ospiti, equipaggio e sistemi critici)
2 – Aggiornare regolarmente firmware e software
3 – Utilizzare VPN per connessioni remote sicure
4 – Modificare le credenziali predefinite dei dispositivi
5 – Formare l’equipaggio su phishing e buone pratiche di sicurezza
6 – Installare firewall e sistemi di rilevamento intrusioni (IDS)
7 – Effettuare audit di sicurezza periodici con professionisti esperti del settore

Ruolo dei cantieri e dei fornitori

Molte vulnerabilità nascono già nella fase di progettazione, è quindi fondamentale che:

I cantieri costruttori adottino standard di sicurezza per la progettazione delle reti di bordo
I fornitori di software e hardware marino si attengano alle best practice in termini di sicurezza informatica
I system integrator collaborino con esperti di sicurezza informatica per implementare adeguate misure di protezione

Conclusione

Con l’aumento della connettività e della complessità dei sistemi di bordo, la Cyber Security nella nautica non può più essere considerata un optional.
Le imbarcazioni da diporto sono potenziali bersagli esposti a minacce informatiche analoghe a quelle che colpiscono aziende, abitazioni ed infrastrutture critiche.

Resta essenziale investire nella protezione digitale per garantire la sicurezza tecnica della barca, tutelare la privacy e la reputazione personale, ed assicurare la serenità ed il benessere dell’armatore e degli ospiti a bordo.

 


 

 

Quanto dura la garanzia?

Come ben sanno gli operatori del settore, siamo ormai entrati in quel periodo della stagione nautica in cui le richieste di assistenza ed interventi in garanzia diventano più frequenti e pressanti.

Le aziende specializzate nel service a bordo, così come gli utenti più accorti, si sono già organizzati con interventi di manutenzione programmata e controlli accurati, fondamentali per garantire navigazioni sicure e piacevoli.

Tuttavia, l’imprevisto è sempre in agguato – soprattutto per quella fascia di utenza che, per molteplici ragioni, si ritrova a dover affrontare guasti o malfunzionamenti all’ultimo momento.

In questo contesto, già complesso, si inserisce un tema particolarmente delicato: la garanzia e le condizioni per la sua applicazione.

Sebbene il consumatore sia ampiamente tutelato dalla normativa che disciplina le garanzie sui beni di consumo permangono ancora molte incertezze, spesso legate alla complessità del linguaggio giuridico e delle procedure previste.

Inoltre nel caso delle imbarcazioni le difficoltà si moltiplicano a causa delle possibili numerose variabili: l’ambiente ove viene utilizzata l’imbarcazione, la natura stessa del mezzo che navigando può trovarsi in qualsiasi parte del mondo, la specificità del componente interessato (dalla parte strutturale allo scafo sino all’impiantistica o agli accessori) e, non da ultimo, le modalità di uso.

Occorre pertanto fare un po’ di chiarezza.

1 – Quali sono i casi in cui una riparazione verrà riconosciuta in garanzia?
2 – Quali sono le tempistiche di intervento previste?
3 – Quali eventuali ulteriori costi resteranno a carico dell’utente?

Abbiamo provato a rispondere a queste tre domande in modo sintetico con il diagramma di flusso riportato a lato.

Per completare l’argomento vi sono poi da esaminare alcune altre questioni secondo le quali possono cambiare le condizioni.

La tipologia:

–  Garanzia legale

–  Garanzia commerciale o convenzionale

La durata ed i limiti territoriali della garanzia:

– Ventiquattro o dodici mesi

– Nazionale – EU – Extra EU

Il tipo di rapporto nella fornitura:

– Vendita a soggetto “Consumatore”
Chi acquista il bene per uso personale, indipendentemente dall’attività economica esercitata

– Vendita a soggetto “Professionista”
Chi acquista il bene per la propria attività imprenditoriale o professionale

Per concludere questo report una riflessione:

Al di là della complessità dell’argomento trattato, la gestione della garanzia sia da parte del fornitore che dell’utente richiede molta attenzione, alcune precauzioni possono evitare contestazioni o costi gravosi a carico dei soggetti coinvolti.

Per il fabbricante o fornitore

Redigere in forma chiara e facilmente comprensibile le condizioni di garanzia, le esclusioni ed un elenco, per quanto possibile, delle casistiche di applicabilità nonché un’adeguata policy del customer care.

Per l’utilizzatore

Consultare prima dell’acquisto le condizioni, attingere informazioni circa l’attendibilità del fornitore e chiedere sempre una copia scritta del certificato di garanzia completo.

 

 


 

The joy of mooring

Sailing is always a wonderful moment, but sometimes problems arise! Which ones? How many? And how to solve them?

Tourist navigation is a fundamental aspect of sailing. Passionate shipowners and enthusiastic holidaymakers, who take advantage of the boats offered for charter, move from place to place in search of nature, sun, sea, holidays and relaxation.

In doing so, many take the opportunity to travel by sea to places they have never visited, with the intention of experiencing an adventure or taking a trip of total relaxation, landing in ports or marinas never seen before. And if the journey is experienced with a spirit of adventure and joy of living, the same cannot always be said for the landing.

From planning the trip and the consequent choice of the port of arrival, to the search for a berth, to the simple but not trivial docking maneuver, the most difficult and problematic experiences of the entire trip arise.

Where can I find the services, shops, and everything I might need to rest or to restock my galley and my boat? Which port offers the best assortment of additional services? And, a criticality often overlooked, what maneuver do I have to do to get to the berth assigned to me? Do I go in from the stern or the bow? How much space do I have available? How deep will the maneuvering spaces be?

In our digital age, although there are many ways and tools, this information is often difficult to find; or it is scattered among pilot books, apps and various websites that are not connected to each other.

A new solution, however, is appearing on the market. Dockingmap is an innovative service, unique in its kind, that summarizes all this information in a format that can be used universally by everyone. Without having to download any particular apps or software, but simply using normal cell phones, tablets or PCs, it is possible to receive from the destination port a navigable map built specifically to indicate the position, spaces, depth of the berth and all the available port services, with their georeferencing.

We use phones, tablets and PCs for millions of things every day. With them we manage not only our information, but also essential services. Why not also use them to make our boat holiday safer, easier and more peaceful?

Dockingmap promises to transform the navigation experience, making the management of port information easier and more intuitive. With its navigable map, it will be possible to have everything you need for a trouble-free landing at your fingertips, making every trip an even more pleasant and relaxing experience.

About DockingMap

In developing its services, DockingMap draws on the background of the Dutch company GeoJunxion B.V., a leader in routing and geolocation services since 1984.

 

Credit
Text - Massimiliano Amoroso
Imagine - Clara Valle